
Il Partito comunista prende posizione sul tema della revisione della legge sull'asilo tramite un comunicato firmato dal segretario Massimiliano Ay.
"Il prossimo mese di giugno saremo chiamati a votare sull’ennesima revisione della legge sull’asilo (LAsi), considerata dai partiti storici come un buon compromesso. In realtà sarebbe tale solo se accettassimo di restare passivamente nel solco del peggioramento continuo del diritto d’asilo, così come tracciato negli ultimi anni" sostiene Ay. "Coerentemente con quanto affermato dai comunisti in passato, invece, noi non intendiamo gettare alle ortiche la tradizione democratica e di cooperazione umanitaria con cui la Svizzera è apprezzata nel mondo. Per tale motivo non sosterremo questa controriforma."
I comunisti puntano il dito contro Unione Europea e Stati Uniti: "I nostri alleati atlantici, con la responsabilità purtroppo anche del nostro governo, hanno destabilizzato intere aree nel mondo orchestrando ribellioni e guerre. Lo hanno fatto per gli interessi geopolitici ed economici propri, ma anche di quelli delle multinazionali svizzere! E’ troppo facile e incoerente, lamentarsi quindi ora perché da quei contesti che noi occidentali abbiamo sciaguratamente reso fragili, la gente scappa in massa per salvarsi la vita e viene a bussare alle nostre porte."
La revisione della legge sull’asilo in votazione il prossimo 5 giugno non è ritenuta più progressista di quelle passate: "Non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che la sinistra socialdemocratica è d’accordo e che la destra nazionalista invece è contraria. Occorre guardare ai fatti e ai nostri principi: le motivazioni del Partito Comunista per opporsi sono evidentemente antitetiche rispetto a quelle delle forze xenofobe e vertono sulla volontà di costruire una società in cui non si calpesti lo Stato di diritto e in cui cessino le politiche guerrafondaie che causano i flussi migratori!"
Ay sotienen come questa revisione della legge servirebbe unicamente ad accelerare le espulsioni dei richiedenti l’asilo la cui domanda viene rigettata, e ciò "senza alcun rispetto per il diritto di tutti gli esseri umani ad una difesa degna di questo nome".
"E ciò senza contare che dove le procedure accelerate sono state sperimentate, come nel Cantone Zurigo, si è riscontrato un incremento notevole del fenomeno dei “Sans papier”, in sostanza si fomenta la clandestinità."
La difesa d'ufficio gratuita sarebbe invece un finto aiuto legale, in quanto il richiedente d'asilo verrebbe tutelato da un avvocato che potrà però decidere unilateralmente, anche contro il parere del suo assistito, di rinunciare a interporre ricorsi.
"Deprecabile, infine, che si renda definitivo il divieto di chiedere asilo presso le ambasciate elvetiche all’estero: questo di fatto obbliga chi scappa a mettersi nelle mani delle organizzazioni criminali e mafiose che gestiscono la tratta di esseri umani. Come se non bastasse tutto questo, si aggiunge pure la facoltà di delegare a terzi l’esercizio dei centri della Confederazione, in sostanza si aprono le porte a future privatizzazioni!"
Il Partito Comunista invita quindi a votare No alla revisione della legge sull’asilo il 5 giugno 2016. "Se vogliamo diminuire le migrazioni, non si deve attaccare le vittime, ma occorre agire sulle cause e cioè valorizzare la neutralità svizzera, fermare la nostra collaborazione militare con la NATO e condannare le politiche imperialiste di quelli che ancora sono i nostri alleati, investendo invece in progetti di cooperazione economica in loco: uno sviluppo sostenibile e una ritrovata stabilità istituzionale sono le premesse anche per limitare i flussi migratori", conclude il comunicato.
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