
Il Ticino non tornerà presto al centro del mondo del pedale, almeno non prossimamente. Il Consiglio di Stato, infatti, ha deciso di rinunciare alla possibilità di portare la partenza del Tour de France nel nostro Cantone nei prossimi anni. A lanciare l’idea era il direttore di Banca Stato Fabrizio Cieslakiewicz affiancato dall’ex giornalista sportivo Antonio Ferretti e dal direttore del Centro sportivo di Tenero Bixio Caprara. Proprio loro hanno ricevuto la risposta negativa del Consiglio di Stato, che spiega come l’idea, per quanto ottima, non si adatta alle attuali necessità e norme finanziarie del Canton Ticino. Così come la partecipazione all’Olma, anche il Tour de France è caduto sotto i colpi del “Decreto Morisoli” votato dal popolo e che impone il pareggio di bilancio entro il 2025 agendo sulla spesa.
Niente sponsor privati
Per organizzare alcune tappe del tour in Ticino, la Grande Boucle chiede un gettone di 7 milioni di euro, oltre al sostegno di tutte le spese organizzative. Il problema? Devono essere soldi pubblici o parapubblici, il Tour non ammette infatti sponsor privati, perché la gara ha già i propri. L’impegno finanziario, quindi, lo avrebbero dovuto sostenere le organizzazioni turistiche o direttamente il Cantone, ma la risposta negativa del Governo taglia le gomme all’ammiraglia organizzativa che ben difficilmente potrà trovare il modo di rimettere in pista la corsa.
Occasione unica
I promotori avevano già incontrato gli organizzatori del Tour che si erano detti disposti a discuterne. “Ci hanno aperto una porta che moltissimi vorrebbero sfondare”, ha spiegato da noi raggiunto Antonio Ferretti. A chiudere la porta, però, è stata la politica ticinese e il Ticino dovrà continuare a guardare il Tour in televisione. Nel 2024, per esempio, le immagini delle prime tappe arriveranno da Firenze, città che è riuscita a sedurre la più grande corsa di Francia proponendo un percorso nel Nord Italia in onore di Bartali, Coppi e Pantani.
Le ricadute economiche
Come ci spiega Ferretti, sono moltissime le città e regioni che lottano per portare alcune tappe del Tour sul proprio territorio, non solo per l’indotto diretto, legato a carovana e pubblico, ma anche per quello indiretto, con le immagini più suggestive del Ticino che apparirebbero per alcuni giorni sugli schermi di mezzo mondo. Si calcola che per ogni franco speso ne sarebbero potuti rientrare tre.

