
«L’evoluzione dell’automobile sta cambiando rapidamente il modo di guidare, con veicoli sempre più sicuri, tecnologici e dotati di sistemi elettronici avanzati». Inizia con queste parole un'interrogazione di Sara Beretta Piccoli (PVL) rivolta al Consiglio di Stato. Secondo la deputata in Gran Consiglio, questa trasformazione sta tuttavia creando un nuovo paradosso nel percorso per ottenere la licenza di condurre. «Alcune delle vetture più moderne presenti oggi sulle nostre strade non risultano idonee per sostenere l’esame pratico di guida», osserva Beretta Piccoli.
Il problema dei freni di stazionamento elettronici
Il problema, secondo la deputata, nasce in particolare dalla diffusione dei freni di stazionamento elettronici, che hanno progressivamente sostituito il tradizionale freno a mano meccanico e che, in molti casi, non permettono all’esaminatore di intervenire in modo progressivo in caso di emergenza. «Una situazione che rischia di rendere inutilizzabili proprio quei veicoli che i giovani candidati potrebbero poi guidare quotidianamente una volta ottenuta la patente», sottolinea Beretta Piccoli.
Un apparente controsenso
Per la deputata, il risultato è «un apparente controsenso». «Chi possiede un’automobile familiare nuova, sicura e conforme agli standard tecnologici attuali può essere costretto a ricorrere a un veicolo diverso, spesso quello di un maestro conducente o un’auto appositamente noleggiata, con ulteriori costi a carico del candidato», viene evidenziato nel testo dell'interrogazione, ponendo l'accento su come, in alcuni casi, l’esame possa addirittura non svolgersi perché il veicolo presentato non risponde ai requisiti richiesti.
Garantire la sicurezza
L’interrogazione, dunque, ha lo scopo di chiedere delucidazioni al Consiglio di Stat, in particolare per chiarire se le attuali prescrizioni siano ancora adeguate rispetto all’evoluzione del parco veicoli e se non sia necessario un aggiornamento delle regole. Il tutto affinché «l’esame di guida possa continuare a garantire la sicurezza senza trasformarsi in un ostacolo economico e pratico per i candidati».

