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"Il Papa non si è ammorbidito sull'aborto"
"Il Papa non si è ammorbidito sull'aborto"
"Il Papa non si è ammorbidito sull'aborto"
Redazione
10 anni fa
Il vescovo di Lugano e il suo predecessore commentano l'apertura di papa Francesco. "In Svizzera era già così"

Papa Francesco ha pubblicato ieri la sua lettera apostolica “Misericordia et Misera”, un documento di 35 pagine che prevede quattro principali novità, con l'obiettivo di prolungare lo spirito di misericordia anche dopo l'Anno Santo.

Tra le quattro novità, quella che sta facendo maggiormente discutere è la facoltà concessa a tutti i sacerdoti di assolvere quanti hanno procurato un aborto. Il Papa ribadisce che l'aborto "è un grave peccato perché pone fine a una vita innocente", tuttavia afferma "che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre”.

Un'apertura sull'aborto, quindi? No, secondo il vescovo emerito della diocesi di Lugano, Pier Giacomo Grampa, il quale sottolinea che il gesto del Papa è unicamente l'ufficializzazione di una prassi che nel nostro Paese è già comune. "Per noi in Svizzera questa estensione c'era gia, quindi mi sento di condividerla, mi sembra un segnale positivo" afferma Grampa. "Si tratta di un peccato che a volte viene compiuto in condizioni drammatiche ed è giusto assolvere chi l'ha procurato. Basta che il gesto del Papa non venga interpretato come una banalizzazione dell'aborto, che resta pur sempre un peccato."

"Ci fa piacere che qualche volta si riesca addirittura ad anticipare le decisioni di Roma" afferma ancora Grampa. "Vuol dire che si ci muove su strade giuste oltre che aperte."

Il vescovo emerito commenta pure le altre novità contenute nella lettera del pontefice. "Sulla validità delle assoluzioni impartite da preti levebriani, posso dire che in papa Francesco si ritrova quella magnanimità che era già di papa Benedetto XVI di voler ammettere questi fratelli nella chiesa. È un gesto simbolico della tenacia del pontefice nel voler riaccogliere questi fratelli" dichiara Grampa. "E infine trovo che la "Giornata dei poveri" sia un'idea molto bella, in linea con tutto il suo stile di pontificato, questo scendere in mezzo alla gente, prestare attenzione agli emarginati. È una giornata che rimette questi emarginati al centro dell'attenzione dell'intera umanità. Mi pare una bella e concreta iniziativa. Complessivamente mi pare un documento forse non strepitoso, ma concreto e coerente nello stile di questo Papa."

Anche il vescovo di Lugano, monsignor Valerio Lazzeri, ci conferma che quella dell'assoluzione dell'aborto non è una novità assoluta: “È la conferma di una prassi che in Svizzera è presente dal 2000. Dal Giubileo del 2000 è stata data questa possibilità e la Conferenza episcopale ha deciso di lasciarla sussistere anche dopo il Giubileo stesso”.

“Non è una posizione più morbida sull’aborto; è una posizione, quella del Santo Padre, che tiene conto della situazione umana e della sofferenza delle persone che hanno vissuto questo dramma e che desiderano avere accesso alla Misericordia. Il Papa ha parlato a livello di Chiesa universale con grande chiarezza”.

Per Monsignor Lazzeri la decisione del Papa eviterà così a chi desidera confessarsi di dover passare da un percorso troppo formale: “Un presbitero che raccoglie una confessione in questo senso doveva prima chiedere il permesso del Vescovo per concedere l’assoluzione. Un permesso – sottolinea Lazzeri – che in pratica non veniva mai negato. Era più che altro un aspetto pedagogico per sottolineare la gravità dell’atto.”

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