
Un acceso scontro a distanza sta avendo luogo in questi giorni nella rubrica delle opinioni dei lettori del Corriere del Ticino.
I protagonisti sono il presidente PLR Rocco Cattaneo e il padre del presidente UDC Piero Marchesi, Elia Marchesi.
Quest'ultimo ha scritto martedì una lettera aperta a Rocco Cattaneo, dopo che lui aveva definito "fumo negli occhi" l'iniziativa "Prima i nostri".
"Ora anche lei - finalmente dopo tanti anni - afferma che il problema della sostituzione della manodopera residente con quella frontaliera esiste e conferma che bisogna fare qualcosa, quando però proprio lei impiega nei suoi negozi, distributori e presso lo Splash and Spa in stragrande maggioranza lavoratori frontalieri" ha scritto Elia Marchesi, accusando il presidente PLR di combattere l'iniziativa "Prima i nostri" per interessi personali. Perché se l'iniziativa venisse accettata, "questo evidentemente la toccherà anche nel portamonete, perché è palese che i residenti non potranno mai accettare stipendi lombardi e si vedrà costretto ad elargire stipendi ticinesi", ha scritto ancora Elia Marchesi nella sua lettera aperta.
Una lettera che non è affatto piaciuta al destinatario, che oggi presenta la sua replica. "Elia Marchesi, padre del presidente dell'UDC Ticino, mi attacca personalmente e professionalmente con affermazioni ignobili e bugiarde" scrive Rocco Cattaneo. "Prima di venire a fare i conti in tasca alle nostre aziende, senza conoscerli, il signor Marchesi dovrebbe chiedersi quanti frontalieri occupa la ditta per la quale lavora suo figlio, presidente UDC."
"Ma la vera e unica risposta a questo ennesimo attacco sotto la cintura che mi arriva dall'estrema destra, sono i dati sui collaboratori delle nostre aziende di famiglia" conclude Cattaneo. "Ad agosto abbiamo versato 407 stipendi (8 apprendisti), di cui solo il 20% è andato a frontalieri."
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