
Non è certo un segreto che al consigliere nazionale PPD Marco Romano il nuovo inno nazionale proposto dalla Società svizzera di utilità pubblica (SSUP) proprio non vada giù. L’anno scorso Romano, pubblicando la fotografia di una mail invita dal SSUP ai Comuni e alle istituzioni dove si invita a cantare il nuovo inno al posto di quello ufficiale alla Festa nazionale del 1° agosto, aveva commentato con un piccato "ma scherziamo!?!”, un commento che 12 mesi più tardi è più che mai valido.
Nella giornata di ieri la SSUP aveva inviato un comunicato stampa nel quale invitava nuovamente a cantare il nuovo inno insieme al vecchio Salmo, evidenziando come al comitato promotore della versione dell’economista e musicologo Werner Widmer avessero aderito ben quattro ex consiglieri federali (Ruth Metzler, Ruth Dreifuss, Eveline Widmer-Schlumpf e Moritz Leuenberger).
Un invito al quale Romano ha nuovamente replicato via social: “Siamo in una società che tende a relativizzare. Tutto quanto è simbolico, istituzionale e identitario viene relativizzato con motivazioni varie, da taluni pure banalizzato (poi lo Stato lo si vuole comunque in tutto e per tutto!) Ammetto che mi irrita e preoccupa...maggiore rispetto e tatto non guasterebbero! L'inno nazionale è uno e definito: il 1° agosto è la festa nazionale e non un concorso canoro (l'avevo già scritto l'anno scorso, mi scuso)! Altro che fantasie di cambiamento inutili e irrispettose”.
Più telegrafico è stato il collega Fabio Regazzi: “Non se ne parla proprio! Il Salmo Svizzero è bello così com'è e non si cambia, chiaro?”. “Il nostro Salmo svizzero va bene così...”, ha invece commentato il deputato UDC Tiziano Galeazzi, egualmente stringato.
Per il vicepresidente del PS Fabrizio Sirica, da noi contattato, “è giusto rinnovare ma solo se c’è l’esigenza sociale”.
“È giusto valorizzare le tradizioni: il peso della memoria deve farsi sentire – spiega – Ma un cambio deve esserci se è voluto dai cittadini e non ‘forzato’ da un’autorità. Non vedo bene spingere per far suonare qualcosa di non ufficiale. Senza contare che crea discussioni e polemiche dove non dovrebbero esserci. La Festa nazionale del 1° agosto dovrebbe unire e non dividere”.
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