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Ticino
Il nuovo anno scolastico per Manuele Bertoli
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
Il direttore del DECS spiega nel dettaglio cosa ci si dovrà aspettare a settembre, quali sono gli scenari, le direttive e chi si occuperà di vigilare in merito

Sono tre gli scenari presentati oggi per il nuovo anno scolastico: a seconda della situazione si tratterà di una riapertura a tutti gli allievi in classe (scenario 1), di una scuola ibrida in parte in classe e in parte a distanza (scenario 2) e, nel caso peggiore, di un ritorno in toto alle lezioni a distanza (scenario 3). Il Tg Speciale di Teleticino ha intervistato il direttore del DECS Manuele Bertoli per saperne di più. Trovate l’intervista completa alla fine dell’articolo.

Primo scenario: liberi tutti?
Nel caso la scuola riaprisse con tutti gli allievi in classe, si terrà comunque conto del distanziamento sociale? “In ogni caso gli istituti dovranno preparare dei piani di protezione, come tutte le strutture aperte al pubblico. Oggi abbiamo mandato dei modelli generali da applicare istituto per istituto, a seconda che si tratti di scuola dell’obbligo o meno”.

Classi intere, nessun distanziamento per la scuola dell’obbligo
“Ci sono quindi delle precauzioni relative alle entrate e alle uscite ma le classi saranno intere”, spiega ancora Bertoli, “perché all’interno delle classi nel post-obbligo la distanza può essere mantenuta e invece alla scuola dell’obbligo le distanze possono anche non essere rispettate perché sappiamo che i bambini sono meno contagiosi, per cui non ci sono disposizioni precise o vincolanti sulle distanze”

Scenario due: un allievo per banco
Nel caso si scegliesse per la scuola ibrida, spiega Manuele Bertoli, si passerà invece a un alunno per banco, con le classi dimezzate, “in ogni caso tuttavia si cercherà di massimizzare le distanze sociali”.

Il 10 agosto si deciderà quale scenario adottare
“Noi abbiamo indicato che sarà il 10 agosto il termine ultimo per comunicare quale sarà la situazione scolastica a settembre. La decisione spetterà al governo e questa data ci consente di essere sufficientemente vicini all’inizio della scuola per poter mantenere la decisione intrapresa ma anche di dare sufficiente tempo agli istituti per prepararsi. Ci tengo a sottolineare tuttavia”, continua Bertoli, “che al momento non crediamo di applicare il terzo scenario”

In che caso si applicherà il terzo scenario?
È possibile che l’ultimo scenario, quello restrittivo, sia applicato in caso di una seconda ondata? “Non voglio fare profezie, confido che se le cose peggioreranno si potrà gestire la scuola almeno con lo scenario due e che quindi si possa comunque continuare con la scuola”, risponde il direttore del DECS, “lo scenario tre è uno scenario che dovremo preparare e che speriamo rimanga solo un’esercitazione. Sarebbe un problema per la scuola e per la società. Vorrebbe dire un secondo lockdown, e se un lockdown forse lo possiamo sopportare se fossero due probabilmente sarebbero troppi”

Per i docenti mascherine obbligatorie nei corridoi
L’utilizzo della mascherina sarà fortemente consigliato sia per i docenti che per i ragazzi a partire dalle scuole medie e obbligatorio per gli insegnanti nelle zone comuni. Sarà invece sconsigliato l’uso per i bambini più piccoli perchè, spiega il direttore del DECS, “la usano male e dà l’impressione che ci si possa avvicinare di più”. L’uso obbligatorio per i docenti invece è maturato dall’esperienza di altri cantoni, dove si è dimostrato che i contagi sono stati portati nelle scuole dai docenti e soprattutto nelle aree in comune, dove è più difficile mantenere le distanze.


Obbligo anche sui mezzi pubblici
La mascherina sarà anche obbligatoria per tutti i ragazzi, a partire dalle medie, sui bus scolastici. Ma perché non estendere l’obbligo almeno al post-obbligatorio? “La logica di queste direttive parte dalla distanza”, risponde Manuele Bertoli, “dove si possono mantenere le distanze di mantiene la distanza, dove non si può mantenerla si passa alla mascherina, come sui mezzi pubblici. Siccome le nostre aule sono sufficientemente grandi non riteniamo sia necessario oggi quest’obbligo”.

Quarantena per gli allievi dai paesi a rischio
Nel caso alunni e genitori vadano in vacanza nei paesi ritenuti a rischio dall’UFSP la quarantena sarà gestita come in qualsiasi altro caso. Ci si aspetti dunque di non poter accedere a scuola per 10 giorni: “Questo vuol dire anche non poter pretendere dalla scuola di essere seguiti a casa, perché ci si è voluti prendere un rischio e questo rischio non viene coperto”.

Chi vigila?
“Sarà responsabilità della direzione, rispettivamente del corpo docente far rispettare le direttive in classe e sulle mascherine”, spiega Bertoli. Per quanto riguarda la quarantena invece “valgono le regole per tutte le persone che vanno all’estero e questa viene decisa dal Medico cantonale e ci si aspetta che le famiglie annuncino la quarantena”

In mensa come al ristorante
“Nelle mense si applicheranno le stesse regole a cui è sottoposta attualmente la ristorazione”, quindi numeri massimi ai tavoli, distanze tra i tavoli e personale con le mascherine.

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