
Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione che il deputato MPS Matteo Pronzini ha inviato all’Ufficio Presidenziale
Lo scorso giovedì 7 marzo, a seguito del comunicato stampa del Ministero Pubblico relativo al decreto non luogo a procedere emesso in relazione al prelievo di 700'000 franchi dalle casse cantonali di Claudio Zali, ho scritto alla Presidente del Gran Consiglio chiedendo di procedere come per i procedenti decreti d’abbandono rispettivamente non luogo a procedere. Si tratta cioè di trasmettere ai membri del Gran Consiglio il decreto del Procuratore Generale così da permettere ad ognuno di poter elaborare una propria opinione in vista della decisione che il Gran Consiglio dovrà prendere settimana prossima, ossia se impugnare o meno tale decreto.Fino al oggi non ho ricevuto nessuna risposta, neppure una conferma da parte della Presidente della ricezione del mio email. Di conseguenza mi vedo costretto a riscrivere formalmente all’Ufficio Presidenziale richiedendo allo stesso l’assunzione del suo ruolo e. soprattutto. il rispetto delle competenze del Gran Consiglio, della Costituzione e delle leggi.
1. Come indicato lo scorso 27 settembre 2018 della Presidente del Gran Consiglio signora Pelin Kandemir “la competenza per decidere, a nome e per conto dello Stato quale potenziale accusatore privato, se impugnare o meno il decreto è del Gran Consiglio.”
2. Posizione ribadita dall’Ufficio Presidenziale nel suo Rapporto concernente il Decreto non luogo a procedere 25.9.2018 emanato dal PG Andrea Pagani in relazione alla segnalazione del deputato Matteo Pronzini contro 4 Consiglieri di Stato riguardo al versamento del forfait per spese telefoniche da marzo 2018 ad oggi:Come già illustrato nei rapporti 21.2.2018 e 12.3.2018 dello scrivente Ufficio presidenziale, gli approfondimenti giuridici svolti con il concorso del Consulente giuridico e del Segretario generale del Gran Consiglio hanno permesso di appurare che, in simili fattispecie, la competenza di decidere circa l’inoltro, in rappresentanza dello Stato quale eventuale parte lesa ed accusatore privato, di un reclamo avverso un decreto di abbandono o di non luogo a procedere è del plenum del Gran Consiglio, ritenuto il compito di alta vigilanza sul Consiglio di Stato spettante al Gran Consiglio in virtù dell’art. 57 cpv. 2 Cost. TI, e per applicazione analogica della norma di cui all’art. 20 cpv. 2 della Legge sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988 (RL 2.6.1.1; LResp).
Del resto, l’art. 17 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato del 24 febbraio 2015 (LGC) non conferisce, in questo contesto, alcuna competenza decisionale all’Ufficio presidenziale: da un lato, l’adozione di una decisione circa l’inoltro di un reclamo contro un decreto di non luogo a procedere esula chiaramente dalle competenze organizzative, amministrative e gestionali spettanti a questo Ufficio in virtù del citato disposto; d’altro canto, nessuna disposizione di legge gli attribuisce tale compito (art. 17 cpv. 6 LGC). Inoltre, l’art. 87 cpv. 2 LGC, riguardante i ricorsi contro decisioni o atti del Gran Consiglio, è manifestamente inapplicabile alla presente fattispecie.
Alla luce di queste vostre stesse considerazioni vi chiedo formalmente di trasmettere immediatamente ai membri del Gran Consiglio il decreto d’abbandono relativo al prelievo di 700'000 franchi dalle casse cantonali da parte di Claudio Zali ed inserire questa tematica, e la relativa votazione a scrutinio segreto, nell’ordine del giorno della seduta di Gran Consiglio di lunedì prossimo.Con i miei migliori saluti.Matteo Pronzini, deputato MPS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

