
Uno dei temi caldi di questi giorni la disputa tra Polonia e Bielorussia sulla gestione dei flussi migratori provenienti proprio dal paese di Lukashenko. Le immagini dall’alto, diramate ieri dalle autorità di entrambi i paesi, mostrano migliaia di migranti ammassati al gelo tra le due nazioni, mentre cercano disperatamente di accedere all’Unione Europea. Specchio impietoso di una crisi che in realtà dura da mesi, più esattamente dall’estate 2021 come ritorsione da parte di Lukashenko per il non riconoscimento della sua elezione da parte dei leader europei. Una “guerra ibrida”, che ha messo di mezzo i più deboli per cercare di destabilizzare il confine orientale dell’Unione Europea. Il tutto, accusa la Polonia, con la regia occulta di Mosca, che a seguito dei respingimenti polacchi - avvenuti anche con l’utilizzo di cannoni ad acqua sui migranti ammassati al freddo - ha anche sfruttato la situazione per ergersi a paladina del trattamento umano dei profughi. Intanto l’Europa ha risposto donando più di 100 milioni alla Polonia per difendere i suoi confini, che ha già annunciato la creazione di un muro.
Geninazzi: “Il nemico è Lukashenko, non i migranti”
Nulla pare semplice, in questa situazione. Secondo il ministro della Difesa polacco per una risoluzione potrebbero volerci “mesi, spero non anni”. Ticinonews ha cercato di dipanare questa matassa con l’aiuto di Luigi Geninazzi, giornalista e esperto dell’Europa dell’est. Che lettura dare a questa situazione? “Sta succedendo una crisi, del tutto artificiale, legata ai migranti”, afferma Geninazzi, “le dò questo dato: fino all’agosto di quest’anno, negli ultimi 3 anni sono passati 200 profughi dal confine tra Bielorussia e Polonia. Praticamente nessuno, dunque è chiaro che se da agosto ne arrivano migliaia - nessuno sa esattamente quanti ma si parla di 15/20’000 - vuole dire che è una crisi artificiale. Ma come si affronta questa crisi? “Secondo me bisognerebbe chiarire, nonostante la complessità di questa guerra ibrida scatenata dal dittatore di Minsk, che il nemico, l’avversario non sono i migranti. Non sono questi poveracci che vengono strumentalizzati: il nemico è Lukashenko. Questo non è stato chiaro, perché quello che sta facendo la Polonia è usare i respingimenti, che è illegale a livello di diritto internazionale e soprattutto inumano in una situazione dove la gente è respinta a vivere in una fascia di nessuno, nei boschi e al freddo rischiando di morire. Come è già successo a molti”.
“Sanzioni alla Bielorussia e una vera politica migratoria”
Per quanto riguarda le possibili linee d’azione per l’Unione Europea, secondo Geninazzi “l’Europa dovrebbe fare due cose: la prima è quella di sanzionare e colpire il regime di Lukashenko. Si stanno varando alcune sanzioni verso poche persone e istituzioni, ma se andiamo a vedere i dati usciti in questi giorni dalla rielezione fraudolenta di Lukashenko il commercio con l’Unione Europea è aumentato. Quindi questo non va bene. La seconda cosa”, aggiunge, “è che bisogna che l’Unione Europea a partire da quest’ennesima crisi dovrebbe darsi una politica migratoria. Perché è chiaro che in questo momento la Polonia, che si è sempre opposta a una redistribuzione dei migranti si trova ora confrontata con questo problema. Ovvero si dicono: ‘Ma se entrano tanti migranti anche da noi, dove li mettiamo?’. Ecco, come già detto la soluzione dei respingimenti è illegale e inumana, occorre che l’Ue si muova anche su questo”.
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