
"Il nemico è sempre in agguato: restiamo vigili".In queste parole del ministro dell’educazione Gabriele Gendotti è racchiusa la tensione di una sfida sempre aperta. Ed era proprio questo il clima che si respirava oggi a Bellinzona, dove numerose autorità del mondo scolastico e politico si sono riunite per una sorta di omaggio alla scuola pubblica, a 10 anni dal voto con cui i ticinesi respinsero in modo massiccio il finanziamento alle scuole private. Quello di 10 anni fa era uno dei due riferimenti temporali che hanno fatto da sfondo al convegno. L’altro è il futuro, con tutta una serie di sfide che la scuola pubblica deve ancora affrontare, a partire dalle elezioni di aprile. E il clima stamattina era anche pre elettorale. La scuola non ha dimenticato chi 10 anni fa fu fra i sostenitori del finanziamento agli istituti privati, tra i quali Sergio Morisoli, candidato PLR al Consiglio di Stato. Nonostante il momento e la campagna, nessuno stamattina ha fatto nomi ad alta voce, ma sottovoce parlavano tutti di lui. La sensazione è quella che non si volesse trasformare la minaccia Morisoli in un martire. Quindi non si può dire che sia stata proprio una festa, quella di stamattina. E’ stata un’occasione tutto sommato festosa, per dirlo con il poeta e docente Fabio Pusterla, tra gli oratori del convegno voluto dall’Associazione per la Scuola Pubblica. La citazione di Fabio Pusterla, docente: “Distruggete le centrali elettriche e avrete il buio subito, distruggete la scuola laica e la ricerca e il buio totale delle coscienze e delle intelligenze lo avrete tra qualche anno.” Dall’ex presidente dell’associazione Saverio Snider allo storico Raffaello Ceschi, tutti hanno ribadito la necessità di un impegno costante per garantire anche in futuro i mezzi allo Stato per assolvere uno dei suoi compiti fondamentali, l’educazione, l’istruzione, attraverso strutture scolastiche pubbliche, espressione -citiamo - di uno stato laico e democratico. Matteo Bernasconi
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