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Ticino
Il Natale dei ricchi: "C'è la crisi?"
Redazione
14 anni fa
Natale si avvicina. I negozianti fanno fatica a vendere ma c'è anche chi va in controtendenza, come gioiellerie e orologerie di prestigio

Le notizie provenienti dal mondo della vendita al dettaglio non sono delle più incoraggianti. Gli ultimi dati parlano di un momento durissimo, soprattutto per i piccoli negozi. Ma è per tutti così? Abbiamo fatto un’indagine per sapere se anche il comparto del “lusso” soffre la crisi. Orologi prestigiosi, gioielli, pellicce si vendono ancora? Oppure anche chi potrebbe permetterseli preferisce adottare la prudenza che il momento economico potrebbe far supporre? Cominciamo da Bucherer a Lugano, una delle gioiellerie più famose e punto di riferimento per gli amanti dei Rolex “Noi abbiamo la fortuna di non dover parlare della crisi. Stiamo vendendo molto bene. La clientela è piuttosto straniera, ma l’italiano manca. Per il resto siamo in linea con gli scorsi anni, anzi devo dire che il cliente straniero è in aumento”. Passiamo ad un altro negozio di Lugano, Les Ambassadeur, una gioielleria: “Sta andando bene, non ci lamentiamo. Non siamo ancora entrati nel periodo di maggior attività, ma possiamo dire di essere sulla falsa riga degli anni precedenti. La clientela è locale. Ci sono sempre i nostri clienti affezionati e qualche nuovo cliente. Posso notare un discreto ritorno della clientela straniera”. Dall’oro e gli orologi di lusso passiamo alle pellicce. Qui la storia è un po’ diversa, come ci spiegano dalla pelliceria Shellyfurs sempre di Lugano: “Il nostro è un articolo particolare. È un capo che va ponderato e preparato su misura. Per quel che concerne le vendite siamo attestati sulle cifre dell’anno sorso. Che non sono malvagie. Devo dire che la nostra clientela è per la maggior parte locale. Può capitare il turista. Ora per esempio ci sono tanti russi. L’italiano è sparito”. Rimaniano nelle pellicce ma andiamo a Chiasso, da Coen Pellicce: “Le vendite vanno meglio dell’anno scorso. Il cliente italiano è sempre latitante”. Facciamo un balzo e andiamo nel Sopraceneri. A Locarno, presso la gioielleria Christ dicono che: “Diciamo è più tranquilla. La gente ha paura, non spende. C’è incertezza per il futuro. Gli stranieri mancano completamente. C’è qualche svizzeri-tedesco”. Andiamo a Bellinzona, alla storica gioielleria Tettamanti. Qui ci dicono qualche cosa di interessante: “Per il momento è ancora tranquillo. Siamo in linea con gli scorsi anni. Il boom finale arriverà l’ultima settimana prima di Natale. La nostra clientela è prettamente locale. Devo dire che non ci sono più le vendite di una volta. La gente oltre alla crisi, ha anche paura dei furti. Si acquistano pezzi meno costosi per questo motivo”. Abbiamo anche chiesto ai marchi internazionali di dirci come vanno le cose da Louis Vuitton a Cartier passando da Bulgari la stessa risposta: "Non possiamo dare queste informazioni". Peccato...[email protected]

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