
"Sto già andando in esilio per paura di Massimiliano Ay". E' con questa battuta che il leader della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca commenta stamane la segnalazione al ministero pubblico, da parte del partito comunista, per "pubblica istigazione alla violenza" e "discriminazione razziale" a causa delle dichiarazioni riguardanti la presenza dei nomadi in Ticino scritte sul Mattino della Domenica dello scorso 20 giugno. Se i nomadi non intendono "levarsi dalle scatole con le buone", aveva scritto Bignasca, sarebbero stati fatti "sloggiare con altri metodi"."I nomadi in Ticino, per questioni di sicurezza e di ruberia, non devono avere un punto di ritrovo", ci dice oggi Bignasca. E quando un nomade viene in Ticino, secondo il Nano, bisognerebbe fargli questa domanda: "Mi faccia vedere sua busta paga, lei di cosa vive?"joe.p.
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