
E "la guerra" continua. La Lega dei Ticinesi non si ferma e va ancora contro la Rsi e LaRegioneTicino: nelle prime pagine del Mattino di questa domenica ecco rinnovato l'invito ai suoi lettori di non pagare più il canone radiotv e di disdire l'abbonamento a LaRegione. Accusati di non essere organi mediatici indipendenti ed equidistanti, bensì organi ufficiali dell'ala radicale del PLRT e dei socialisti, a loro il leader leghista Giuliano Bignasca dedica parole pesanti.Bignasca se la prende con la Rsi per essersi schierata in difesa del giornalista Renato Minoli, che ha deciso di querelare il presidente della Lega per gli insulti ricevuti dalle pagine de "Il Mattino" e "10 minuti" dopo che il giornalista radiofonico, il giorno delle morte di Rodolfo Pantani, ne avrebbe offeso il ricordo, questo almeno secondo i due giornali leghisti.Ma Bignasca se la prende anche con LaRegioneTicino e il suo direttore Matteo Caratti, reo secondo la Lega di aver condotto campagne denigratorie contro il movimento di Bignasca.La lotta si estende anche al Caffé. Infatti, a pagina intera, la Lega si rivolge al domenicale concorrente ponendo 10 domande. La prima riguarda lo scandalo Coop, la seconda tratta della pubblicità a luci rosse e di come mai non ci sia nulla da eccepire sulle inserzioni che pubblicizzano l'esercizio della prostituzione pubblicata da testate amiche come il Blick. Si continua con il mobbing che regnerebbe in redazione, per passare al razzismo e alla xenofobia nei confronti degli svizzeri. Ma non finisce qua. Bignasca colpisce nel segno con provocazioni forti persino circa le condizioni di lavoro dei loro giornalisti e grafici.
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