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Ticino
Il Nano e il carbone
Redazione
16 anni fa
Bignasca: "Nessuna incoerenza, concretezza". Gianora: "Senza parole". Savoia: " Il nostro problema: raccogliere 7mila firme"

La polemica l'ha lanciata sabato laRegioneTicino. Secondo il quotidiano bellinzonese Giuliano Bignasca, presidente della Lega, municipale di Lugano e membro di CdA delle AIL, avrebbe richiesto una partecipazione del 20-25% per le AIL all'investimento di AET in Germania. Oggi sul Mattino della Domenica Bignasca continua la sua battaglia contro l'investimento nella centrale di Lünen. Bignasca conferma il sostegno all'iniziativa dei Verdi "Per un'AET senza carbone". E al contempo invita l'Azienda elettrica ticinese a rivalutare la produzione di energia idroelettrica. Ma è sul Caffé che il presidente della Lega spiega la sua posizione. Eccola."Ero e sono contrario all'investimento nella centrale a carbone", spiega Giuliano Bignasca. "L'unico mio errore - aggiunge - è stato quello di aver mischiato Lega e AIL in questa storia, in cui mi sono ritrovato anche come municipale di Lugano e come presidente leghista. Per il resto sono stato molto concreto. Se si poteva uscire dall'affare del carbone perdendoci solo due, tre milioni, via subito; ma se l'AET ci doveva perdere molto di più, ecco l'offerta della coopartecipazione dell'AIL all'investimento per un 20-25%, al patto, però che l'AET riducesse le tariffe per il Sopraceneri e il Sottoceneri, ad esclusione del Mendrisiotto. Non vedo dove sia l'incoerenza. La partecipazione dell'AIL era subordinata alla riduzione delle tariffe, una volta che è rimasta fuori, io ho continuato la mia battaglia contro la centrale di Lünen". Reazioni contrastantiIl PLR sostiene a spada tratta l'investimento nel carbone tedesco. "Sono senza parole", commenta di conseguenza  il presidente del partitone Walter Gianora al Caffé. "Non è certo un bell'esempio di coerenza. I cittadini dovrebbero prendere atto di questa politica all'impronta di tutto e il contrario di tutto".  "I motivi per cui qualcuno appoggia la nostra iniziativa e ha scelto di fare parte del comitato di sostegno non ci interessano, a noi preme soltanto bloccare il carbone. La coerenza di Bignasca è un problema politico che riguarda la Lega, non noi. Il nostro problema è solo raccogliere 7mila firme in due mesi", dice invece al domenicale locarnese il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. "Certe scivolate potrebbero costargli consensi", commenta invece il presidente UDC Pierre Rusconi.

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