
Nella polemica sullo sciopero si inserisce anche il presidente del PPD Fiorenzo Dadò, che attacca duramente il consigliere di Stato Norman Gobbi e il deputato leghista Gianmaria Frapolli per essersi espressi contro lo sciopero dei lavoratori della NLM, sottolineando che è un "modo non svizzero" di risolvere i problemi (vedi articoli suggeriti).
"Chissà cosa penserebbe il Fondatore della Lega nel vedere come hanno ridotto i suoi ideali" scrive Dadò sul suo profilo Faceboook. "Chissà cosa hanno pensato i 34 operai svizzeri (!) e padri di famiglia licenziati, nel sentirsi trattare così da un politico che si lamenta perché deve (finalmente) pagare la cassa pensione sul suo lauto stipendio pubblico di 240'000 franchi e l'altro che, oltre essere ben remunerato a dirigere un'azienda ben fornita di frontalieri, si becca decine e decine di migliaia di franchi dai diversi consigli di amministrazione pubblici nei quali si è fatto nominare dopo che è entrato in politica...".
"Se c'era ancora il Nano, che tutti noi ben ricordiamo per non aver esitato un secondo a bloccare persino l'autostrada quando si trattava di difendere i diritti dei ticinesi, ve la dava lui la lavatina" prosegue Dadò. "Altro che criticare un misero sciopero e gli operai licenziati!"
"Dovreste provare un po' voi l'ebbrezza e il fremito che si prova nel ricevere di punto in bianco una lettera di licenziamento a 50 anni e una famiglia da mantenere" conclude Dadò.
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