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Ticino
“Il Municipio venga a vedere il Molino”
Redazione
5 anni fa
Gerri Beretta Piccoli fra i sostenitori dell’apertura di un dialogo fra autogestiti ed Esecutivo. Segnali di distensione devono giungere da entrambe le parti

Erano toni relativamente pacati quelli che si sono sentiti ieri pomeriggio nella zona della foce a Lugano, dove si è svolta l’assemblea degli autogestiti, chiamati a discutere delle future mosse da seguire dopo l’ordine di sfratto giunto dal Municipio. Apertura è giunta soprattutto dalla “vecchia guardia” dell’autogestione luganese, che ha spinto per l’avvio di una trattativa con Palazzo civico. L’invito al dialogo è lanciato pure da Fausto “Gerri” Beretta Piccoli, politico di lungo corso e fra i protagonisti della prima scena autogestita di Lugano.

“Venga messa la faccia”
“Dialogo non significa parlare con un funzionario, bensì parlare con i politici, con i municipali in particolare”, esordisce Gerri Beretta Piccoli al microfono di Teleticino. All’Esecutivo chiede più apertura: “occorre che anche il Municipio metta la faccia e venga a vedere di persona”. L’esponente di sinistra lancia poi una stoccata all’indirizzo di via Monte Boglia: “Qualcuno che scrive la domenica dovrebbe smetterla di continuare a criticare, solo per sentito dire”.

Minacce da non prendere sul serio
E in merito alle minacce di scontri urbani giunte dai molinari in seguito alla decisione del Municipio, Beretta Piccoli relativizza: “Nessuno ha davvero intenzione di applicare il discorso del ‘mettiamo a ferro e fuoco la città, lanciamo bombe a mano, lacrimogeni e usiamo i carri armati’. Occorre non provocare, ma anche non farsi provocare”, conclude.

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