
Nel marzo scorso abbiamo pubblicato un articolo sullo sfratto della Fondazione per le culture della pace dall'ex casa comunale di Breganzona, deciso dal Municipio di Lugano, che aveva concesso gratuitamente quegli spazi nel 2008. Una decisione motivata con la "delusione per la scarsa attività proposta in Città" dalla fondazione, "attività che non ha corrisposto le aspettative della politica locale."
Oggi la Fondazione delle culture della pace ci chiede di pubblicare una rettifica a quell'articolo di marzo, in quanto ritiene che le informazioni in esso contenuto siano inesatte e fuorvianti.
In ossequio al diritto di replica, vi proponiamo qui di seguito la rettifica della Fondazione delle culture della pace, in versione integrale.
"La Città per le Culture della Pace rigetta sentitamente - in quanto inesatti e fuorivianti - tutti gli addebiti a carico della Città, dei suoi rappresentanti a Lugano e della Fondazione per le Culture della Pace apparsi nell’articolo di Ticinonews dell’11 marzo 2014."
"Verità e fatti documentabili"
"1. 30 pubblici eventi a carattere scientifico e culturale di altissimo livello organizzati dalla Città per le Culture della Pace in 3 anni (da dicembre 2009 a dicembre 2012). Si tratta di eventi a cui hanno partecipato i premi Nobel Wole Soyinka e Herta Müller, il vincitore dell’Israel Prize Aharon Appelfeld, numerosi scienziati di vaglia e figure politiche di primo piano. Tali eventi sono stati accolti molto positivamente dai mass media luganesi (Corriere del Ticino, Giornale del Popolo, R.S.I, ecc.)."
"La Città per le Culture della Pace ha organizzato questi eventi con un enorme dispendio di tempo e lavoro e forti investimenti ma soprattutto in un’ottica di durata nel tempo per fare di Lugano il punto di convergenza e dialogo di scienzati, artisti e politici di tutto mondo ma anche dei membri della Città per le Culture della pace e la cittadinanza di Lugano."
"Poiché infatti Lugano non possiede né un Collegio Scientifico, né un’Accademia delle Scienze, né un Istituto di Studi Avanzati e nemmeno un Einstein-Forum per la pubblica discussione, il Centro e l’Istituto fondati dalla Città per Culture della Pace potrebbero colmare questa lacuna nella vita culturale della città."
"2. La Città per le Culture della Pace ha inoltre avviato ambiziosi programmi di ampio respiro di studio e ricerca a cadenza annuale destinati alla creazione di posti di lavoro e formazione per un valore di 500.000 Franchi al fine di offrire ai giovani ticinesi interessanti opportunità professionali. Il punto di rifermento di suddetti programmi dovrebbe essere l’Istitituto di Lugano."
"3. Sebbene in un periodo di conflitti politici e di crisi finanziaria, i programmi e i progetti della Città per le Culture della Pace hanno ricevuto l’appoggio finanziario degli Stati Uniti e dell’Unione Europea oltre che di rinomate università e fondazioni, contribuendo in tal modo alla nomea internazionale di Lugano."
"4. Alla Città per Culture della Pace fanno capo oltre un centinaio di scienziati, artisti, politici e personalità dei più svariati ambiti professionali provenienti da diversi paesi del mondo inclusi la Svizzera e il Canton Ticino. I membri luganesi della Città per Culture della Pace impegnati nell’organizzazione degli eventi hanno prestato la loro opera in maniera disinteressata e a titolo gratuito."
"5. Nei suoi tre anni di attività luganese la Città per le Culture della Pace ha collaborato con il Direttore Servizio Informazione, Comunicazione e PR della città di Lugano, Claudio Gianinazzi e il suo eccellente team. Come contrattualmente sancito nel 2008. Il Direttore Gianinazzi e i suoi collaboratori rapprensentavano la città e la sua amministrazione. La nostra collaborazione si è rivelata armonica e assai produttiva. Il Direttore Gianinazzi ha sostenuto le attività della Città per le Culture della Pace con le parole e con i fatti avendone compresa l’importanza per la città di Lugano. I membri della Città per le Culture della Pace hanno molto sofferto per la morte del Direttore Gianinazzi avvenuta nella primavera del 2013 dopo una grave malattia."
"6. Già nell’autunno del 2012 il Municipio di Lugano aveva bruscamente interrotto il flusso di questa collaborazione interculturale dichiarando - unilateralmente e arbitrariamente – concluso il contratto sottoscritto nel 2008 con la Città per le Culture della Pace, i suoi rappresentanti e la Fondazione delle Culture per la Pace che era destinato a garantire una collaborazione duratura (fino all’1/11/2018):
• Veniva in tal modo cancellato il programma deciso di concerto “Immagina la Pace!” che prevedeva la partecipazione di premi Nobel ma anche la realizzazione di forum sulle culture della pace e la collaborazione con importanti fondazioni internazionali e istituti di ricerca.
• Ai membri della Città per le Culture della Pace veniva richiesto di sgomberare tutti i locali dell’ex Casa Comunale di Breganzona da ottobre 2013. E inoltre si veniva meno alla garanzia contrattuale in base alla quale ci si impegnava ad aiutarci a trovare un’altra sede a Lugano.
• Il Municipio giustificava il proprio comportamento con un non meglio definito “aspettative disattese”.
• Nessuna delle contro-argomentazioni dei membri della Città per le Culture della Pace, nemmeno la mancanza di posti di lavoro per i giovani scienziati ticinesi ha saputo dissuadere il Municipio dalla propria decisione. Invece di offrire una soluzione di compromesso per mantenere i posti di lavoro e formazione destinati ai giovani di Lugano e invece di continuare a promuovere le relazioni internazionali della città, il Municipio di Lugano ha invitato la Città per le Culture della Pace, in caso di disaccordo, a presentare reclamo al Consiglio di Stato."
"7. La decisione presa dal Municipio nell’autunno 2012, e confermata dal nuovo Municipio, ha fatto sì che la Città per le Culture della Pace, per onorare gli impegni e gli accordi con i relatori e i direttori dei programmi abbia dovuto realizzare gli eventi già in agenda in altri luoghi, con conseguente notevole esborso. Nondimeno la Città per le Culture della Pace è pronta, anche in futuro, a collaborare a Lugano con tutte le istituzioni ticinesi impegnate sul fronte della pace, dei diritti dell’uomo e del riconoscimento degli altri."
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