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Ticino
Il Morel difende il Molino: "Condanniamo i toni dei politici"
Il Morel difende il Molino: "Condanniamo i toni dei politici"
Il Morel difende il Molino: "Condanniamo i toni dei politici"
Redazione
7 anni fa
Il centro culturale esprime sostegno verso l'ex Macello: "Il Molino non si tocca, creare dall’alto vuol dire progettare spazi morti in partenza"

Il Morel ha inoltrato una comunicazione ai propri associati, nel quale si esprime solidarietà al Molino. Di seguito il testo della lettera:Lunedì la città ha perso una grande occasione di mostrare coraggio politico e lungimiranza, votando per un progetto di ristrutturazione che rifiuta di tenere conto della presenza decennale del centro sociale autogestito il Molino negli stabili dell'ex-Macello comunale.

Nonostante la grande quantità di luoghi vuoti o sottoutilizzati a Lugano, le attenzioni dell’amministrazione cittadina si sono tutte concentrate sull'ex-Macello. La fretta della città di liberarsi del centro sociale è malcelata sotto una serie di idee accattivanti per la conversione dello stabile, che comprenderebbe alloggi per studenti, un ristorante, un caffè letterario, spazi per il coworking e aule studio, un infopoint, spazi per manifestazioni ed eventi e altre fantasie tenute insieme dalla strana idea che questo progetto sarà uno spazio culturale per tutta la popolazione, per le associazioni indipendenti e la cultura “dal basso”. Queste proposte peraltro non solo sono già in parte presenti e attive all'interno dell'ex-Macello grazie al Molino, ma anche in spazi che la città già possiede e gestisce, pensiamo ad esempio allo Studio, al Foyer ed al Teatro Foce, al Palazzo dei Congressi, alla parte dell'ex-Macello già gestita dalla città e alle altre strutture pubbliche presenti a Lugano (Darsena Ciani, Lab Comacina, Agorateca, per citarne alcune)

Quando sono state pubblicate le prime dichiarazioni del Municipio riguardo ad un progetto per rilanciare il sedime dell'ex-Macello ci siamo chiesti subito di quali associazioni, realtà o categoria sociale il Comune si sarebbe servito per legittimare questo attacco contro il Molino, promettendo proprio quello stabile – come se non ce ne fossero altri.

Un'idea più precisa ce la siamo fatta quando la nostra associazione, cosi come altre, è stata contattata per sondare l'interesse a partecipare insieme alla città a questo nuovo progetto.

Come allora, la nostra posizione rimane oggi assolutamente contraria a questa operazione e a qualunque altra proposta calata dall'alto, che sfrutti la precarietà di associazioni culturali, artisti, musicisti, teatranti e altre realtà, per legittimare l'ennesimo tentativo di soffocare le esperienze di spazi indipendenti e autonomi, riproponendone versioni costosissime, lucidate e istituzionalizzate.

È anche vero, purtroppo, che le idee della città difficilmente avrebbero potuto coesistere con l’ideale di autogestione che anima le attiviste e gli attivisti del centro sociale. Il motivo è semplicissimo: creare dall’alto, attraverso grossi progetti pubblici, contenitori senza contenuti, con l’irreale pretesa di esprimere la cultura "dal basso", vuol dire progettare spazi morti in partenza, mentre l'autogestione è cosa viva e in costante sviluppo!

Siamo tutti e tutte solidali con il Molino in questo momento di pressioni e non possiamo che condannare i toni e le posizioni che parte della stampa e alcuni politici stanno assumendo nei confronti della questione.Il Molino non si tocca!

Collettivo Morel

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