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Il caso
“Il mondo veterinario in Ticino è davvero una giungla?”, scatta l’interrogazione
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
8 mesi fa
Esponenti di varie aree politiche chiedono al Governo cantonale di fare chiarezza circa la situazione interna al settore. "Quali criteri sono necessari per aprire una clinica veterinaria"?

Continua a far discutere la nota stampa emanata negli scorsi giorni dall’Ordine dei Veterinari del Canton Ticino, in cui il settore viene descritto come una vera e propria “giungla”, caratterizzata dalla proliferazione di denominazioni quali dottori, infermieri e perfino ospedali veterinari, “in assenza di controlli e di criteri chiari”. A muoversi questa volta è la politica, con un’interrogazione interpartitica che chiede al Consiglio di Stato di fare chiarezza sulla situazione.

Il contesto

Secondo quanto denunciato dall’Ordine – ricordano gli interroganti – in Ticino non esiste attualmente una regolamentazione specifica né un controllo sistematico sulle denominazioni delle strutture, inclusa quella di “ospedale veterinario”. Operatori e istituti possono definirsi “specialisti”, “dottori” o “centri di riferimento”, “senza che vi siano verifiche formali sui titoli effettivamente posseduti”. Anche diciture sensibili come “pronto soccorso” o “cure intensive” “non risultano essere oggetto di una definizione normativa precisa, con il rischio concreto di indurre in errore i proprietari di animali e di esporli a prestazioni non conformi agli standard attesi”. Sempre secondo l’Ordine, oggi sarebbe possibile aprire una struttura denominata “ospedale veterinario” senza l’obbligo di impiegare personale ausiliario qualificato.

Le domande

Si chiede quindi al Governo cantonale quali criteri sono necessari per aprire una "clinica veterinaria", da quali regole è vincolata tale dicitura e se invece c’è libertà di denominazione. Gli interroganti vogliono anche sapere quali criteri riguardo la struttura (classe delle sale operatorie, gruppi di continuità/elettrogeni, temperatura controllata) e la formazione del personale sono necessari per definire una struttura “ospedale veterinario”, e quali requisiti di formazione del personale servono per chiarire che un istituto è un “pronto soccorso veterinario”. Non finisce qui: si domanda anche se esistono, oltre alle norme logistiche e igieniche, anche regole sul riconoscimento e l’utilizzo dei titoli di perfezionamento e, qualora questi non fossero riconosciuti, come mai possono venire utilizzati o pubblicizzati.

Di seguito gli altri quesiti posti:

Quali sono le norme che regolano i titoli del personale assunto dagli studi e dalle cliniche veterinarie?
Esistono disposizioni sul tipo di persona che deve essere presente in una struttura denominata “ospedale/clinica veterinaria”?
Quali controlli vengono effettuati per verificare i criteri e l’operatività delle cliniche, degli ospedali, dei pronto soccorso e delle cure intensive veterinarie?
Corrisponde al vero, come indica la nota dell’Ordine dei Veterinari, che i controlli sulle denominazioni di “dottore” o “specialista” sono stati aboliti anni fa?
La legge sanitaria è molto restrittiva rispetto alla pubblicità nel settore, veterinari inclusi. La pubblicità e/o le trasmissioni sponsorizzate aumentano (TV, Radio). Vengono effettuati controlli sulla veridicità della pubblicità via radio/tv e social media?
Corrisponde al vero che nel Locarnese vi sono state segnalazioni relative al malfunzionamento del picchetto? Nello specifico, le urgenze erano deviate direttamente a cliniche del Luganese? Se sì, a quando risalgono le segnalazioni e che cosa è stato fatto al riguardo?





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