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Ticino
Il Molino si mobilita in caso di sgombero
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Marco Jäggli
5 anni fa
Tramite un messaggio pubblicato sulle reti sociali gli autogestiti annunciano la loro risposta alle azioni del Municipio, con “iniziative ogni giorno e una presenza solidale dall’alba al tramonto”

Il CSOA il Molino annuncia, a partire da oggi, un periodo di mobilitazione “con iniziative ogni giorno e una presenza solidale dall’alba al tramonto”, il tutto “per ribadire che qui siamo e qui restiamo”. In particolare, gli autogestiti invitano i sostenitori a radunarsi il giorno stesso davanti al Molino e in città, preparando anche un “corteo determinato” in città il sabato dopo lo sgombero. Questo perché “dopo la repressione del corteo dell’8 marzo, durante la quale la polizia ha fatto uso di spray urticante e manganelli contro i/le manifestant*, i membri di diversi partiti politici e i media locali hanno scatenato una vera e propria campagna a favore dello sgombero del Molino”.

La decisione arriva in risposta a quella del Municipio che, a il 18 marzo, aveva annunciato che avrebbe provveduto allo sgombero del sedime nel caso questo non fosse stato liberato spontaneamente entro venti giorni. Ieri sempre la Città aveva emanato un comunicato stampa in cui dichiarava che, al momento, nessuna proposta di mediazione era pervenuta dal Centro sociale. “Il messaggio è chiaro”, scrivono ancora gli autogestiti, “in un paradiso fiscale come Lugano non si vuole tollerare uno spazio che non segue le leggi del profitto capitalistico. In una città dove c’è una banca in ogni angolo, questo ci dovrebbe sorprendere?”

Nel post su Instagram, cui viene allegato il comunicato, si annuncia inoltre che la chiamata verrà a breve tradotta in francese, tedesco, inglese e spagnolo, con la richiesta a espandere la solidarietà “oltre ogni confine”.

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