
Fuori i vessilli, in alto le bandiere, il Ticino si prepara alla festa. Il 20 settembre si avvicina e, in barba alle scaramanzie, tutto dev’essere pronto per le celebrazioni dell’eventuale nuovo consigliere federale ticinese. Se Ignazio Cassis riuscisse a riportare nostro cantone nella stanza dei bottoni, ecco che si attiverebbe il protocollo in vigore in caso di avvenimenti straordinari. Come fa sapere in un nota la cancelleria di stato, su tutti gli edifici pubblici cantonali dovrà sventolare la bandiera ticinese e svizzera. Anche le autorità comunali e la popolazione sono invitati ad esporre il vessillo. Alle 12.30 in punto di mercoledì tutte le chiese del cantone suoneranno le campane a festa. A Bellinzona il suono delle campane sarà preceduto dallo sparo di 26 colpi di cannone, uno per cantone.Il cannone del protocollo in effetti è un po’un mistero. Dopo un lungo giro di telefonate abbiamo scoperto che quello ufficiale, non esiste. Del resto, dall’ultima volta che si attivò questo protocollo, sono passati ben 31 anni. A quei tempi per Flavio Cotti venne utilizzata l’artiglieria che si trova fuori dall’ufficio di Norman Gobbi ma oggi è fuori uso. Che fare dunque? Rinunciare alla tradizione e rompere il protocollo? In soccorso è arrivata la Polizia cantonale che, tramite i suoi canali, è riuscita a recuperare un cannone. Saranno gli agenti infatti a gestire gli spari. Un momento solenne che, per una questione di sicurezza e non avere troppi curiosi, nessuno vuole pubblicizzare. Una cerimonia insomma che sarà soprattutto da ascoltare più che da vedere. Orecchie attente dunque. Se il Ticino avrà il suo consigliere federale, da qualche parte un cannone sparerà.
CR
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