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Ticino
“Il mio non è un addio alla politica…”
Redazione
11 anni fa
Carla Speziali è pronta a lasciare la poltrona di sindaco e stila un bilancio della sua esperienza alla testa dell’Esecutivo di Locarno

Domani sarà il suo ultimo giorno alla testa del Municipio di Locarno. Dopo 11 anni Carla Speziali lascia la poltrona di sindaco per dedicarsi al 100% alla sua attività professionale di avvocato. Prima donna a essere stata eletta sindaco di una città ticinese nel 2004, Speziali abbandona Palazzo Marcacci con sentimenti frammisti.

“La dedizione alla cosa pubblica ha giocato una grossa parte nella mia vita. È stata un’esperienza totale, a cui mi sono impegnata a 360 gradi. Nonostante la coerenza della mia decisione, c’è anche un velo di tristezza. Ma so che è un passo giusto, ho bisogno di tranquillità per dedicarmi al mio lavoro”.

L’annuncio della sua partenza l’aveva dato durante il suo discorso al primo dell’anno in Piazza Grande, sorprendendo tutti. Si pensava alle Comunali del 2016, ma poi in aprile è arrivata la conferma che avrebbe lasciato già il 30 giugno di quest’anno. E quindi questo mercoledì nell’Esecutivo locarnese entrerà il nuovo municipale PLR Niccolò Salvioni, mentre per il nuovo sindaco bisognerà attendere la fine luglio. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, il testimone passerà nelle mani dell’attuale vicesindaco PLR Alain Scherrer che traghetterà il Municipio fino alle comunali. Ma ora è tempo di bilanci e sapere cosa riserva il futuro a Carla Speziali.

Signora Speziali, come valuta la sua esperienza politica alla guida dell’Esecutivo?

Ritengo che ho potuto concretizzare gran parte dei progetti che volevo portare avanti, in particolar modo uscire dalle cifre rosse. Negli anni 2000 (n.d.r. quando era municipale) risanare le finanze pubbliche è stata una vera croce per il comune. Abbiamo fatto un lavoro certosino e negli anni si è manifestato il risultato. Dal 2006 abbiamo fatto utili milionari e questa inversione di tendenza ci ha permesso di fare veramente politica, grazie a investimenti e alla realizzazione di importanti opere.

C’è qualcosa di cui si rammarica?

Mi sento di aver dato tutto quello che potevo dare. A volte mi sono sentita anche sola e certi progetti sono stati difficili da portare avanti. Penso ad esempio al Palacinema per il quale abbiamo dovuto superare tante difficoltà e ostacoli. Alla fine è prevalsa la convinzione che il progetto sia fondamentale per la città, ma ci sono volute tante conciliazioni per arrivare a questo risultato. Poi c’è stato anche il progetto aggregativo del Locarnese, approvato solo dal nostro comune e bocciato dagli altri. Valutando con il senno di poi, credo che i tempi allora non erano maturi per creare la “Grande Locarno”. Ma il no degli altri comuni ci ha anche permesso di concentrarci sulle nostre forze, sulle risorse della città e ricominciare a pensare al progetto aggregativo. In futuro bisogna pensare in grande anche per rimanere competitivi rispetto agli altri centri urbani. Ma l’aggregazione non è la panacea di tutti i mali, ritengo che deve essere fatta bene e che sia una buona soluzioni per tutti.

Parliamo del caso Appaltopoli. Lei praticamente ne esce indenne, visto che il Consiglio di Stato ha stabilito che tutti i municipali sono sanzionabili, tranne lei perché lascia la carica. Cosa ne pensa?

Il Ministero Pubblico ha stabilito che non c’è stato un illecito penale. Il Municipio ha dal canto suo già fatto le sue osservazioni e le prassi per la messa a concorso di appalti pubblici sono state nel frattempo corrette e sanate. Il Municipio ha tutto l’interesse per una gestione collegiale e oculata. Da questo punto di vista rimango tranquilla. Mi dispiace solo per come è stata gestita l’intera vicenda, molto strumentalizzata, ma come detto, abbiamo provveduto a sanare qualsiasi irregolarità.

Come vede il futuro di Locarno?

Locarno si è profilata in questi anni come polo turistico e culturale, un impegno non scontato che dovrà essere rinnovato. Si tratterà di portare avanti progetti a favore di questa vocazione. Il carburante di base rimane la cultura e spero che Locarno possa riconfermarsi come città di cultura.

Il suo addio alla politica è per sempre?

Si tratta di chiudere un capitolo e voltare pagina. Non mi distacco dalla politica. Rimango comunque vicepresidente del partito PLR a livello federale e seguirò con attenzione gli sviluppi a livello cantonale. Ho detto no a una candidatura alle prossime elezioni federali, ma non escludo un mio rientro in futuro.

Cosa ne pensa della candidatura di Cattaneo al Consiglio nazionale?

Mi sembra una buona strategia. Il PLR ha bisogno di una lista forte e di battaglia. Cattaneo dovrà saper gestire sapientemente il suo doppio ruolo di presidente ed eventuale consigliere nazionale, ma è sicuramente fattibile.

Un ultima parola ai cittadini prima di lasciare…

Spero di rincontrarli, come abbiamo sempre fatto nei nostri incontri del giovedì alle porte aperte. Rimarrò in piazza e sarò lieta di avere sempre uno scambio con loro.

LarS

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