
Si dice che in Ticino ci sia un signor Buonaventura. Ma che a differenza di quello del fumetto non abbia tra le mani un assegno da un milione. Ma un assegno da un miliardo! Avete capito bene: da un miliardo. Tanto avrebbe guadagnato l’anno scorso con un’operazione di cui nessuno (talmente è astronomica la cifra), riesce a capire dettagli e meccanismi. E ora la Divisione delle contribuzioni starebbe meditando il da farsi. Tassare o non tassare questo contribuente d’oro? Ed eventualmente in che modo tassarlo? Con una normale imposizione o trattando sull’importo da versare? Lino Ramelli, direttore dell’Amministrazione fiscale non conferma e non smentisce la notizia. È chiaro che, se fosse vera, il cantone potrebbe trovarsi in cassa una somma che, compresa l’imposta federale, sfiorerebbe il mezzo miliardo. Per rendere l’idea, mezzo miliardo è metà del debito pubblico del Ticino. E oltre il doppio del valore della manovra finanziaria di cui si sta discutendo. Una pioggia di milioni, insomma, che metterebbe a posto per qualche anno le finanze cantonali. Ma prima di immaginare orizzonti così rosei, occorre che siano soddisfatte due condizioni: la prima è che si confermi l’astronomico guadagno ottenuto l’anno scorso da una persona fisica residente e imponibile in Ticino; La seconda è che, trattandosi di un cosiddetto capital gain, un guadagno da capitale, lo stesso sia considerato tassabile. Un capital gain può essere tassato solo se il fisco dimostra che è stato ottenuto a scopo professionale. Facciamo un esempio: un imprenditore compra un’azienda facendosi prestare soldi da una banca. Diciamo mezzo miliardo. Poi la rivende per un miliardo e mezzo. Ha guadagnato un miliardo e su quel miliardo deve pagare le imposte. [email protected]
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