
Il signor Buonaventura è un uomo d'affari russo che abita nel Luganese. E il mirabolante guadagno, pari a circa un miliardo di franchi, lo ha realizzato l'anno scorso con un'operazione finanziaria nel settore dell'acciaio. Nonostante le mezze smentite ufficiali e il silenzio del Governo, emergono nuovi particolari sulla vicenda che vi abbiamo rivelato l'altro ieri. Si conferma anche che il ricchissimo russo è un globalista, dunque una persona che in Svizzera non svolge attività lucrativa e che viene tassato a forfait. Non è chiaro come il fisco abbia scoperto il maxi affare, non essendo i globalisti obbligati a dichiarare guadagni ottenuti su operazioni svolte all'estero ma solo il reddito percepito su titoli svizzeri. Sta di fatto che l'ha scoperto. Ora il dilemma è tassare o non tassare quel miliardo di franchi, trattandosi di capital gain, e come tale esente, di principio, da prelievo fiscale? Il problema sta tutto nel dimostrare che il guadagno è stato fatto a livello professionale. Se il fisco riuscirà a provare che è frutto di un'attività lucrativa potrà infatti pretendere una quota del miliardo. Fino al 55% dicono le sentenze del Tribunale federale. Ma di solito, di fronte a cifre del genere, prima di emettere la tassazione si tratta con l'interessato. Teoricamente, dunque, il gettito potrebbe toccare il mezzo miliardo. Circa 170 milioni andrebbero al Cantone, circa 120 al comune di residenza, in base al moltiplicatore di imposta. Un centinaio alla Confederazione. Altrettanti andrebbero all'AVS. Ma quasi certamente, nel caso in cui il fisco ritenesse tassabile il guadagno, cercherà un compromesso che potrebbe arrivare al 25-30% della somma imponibile. [email protected]
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