
I due sindacati SEV e syndicom hanno incaricato l’agenzia bernese di comunicazione Border Crossing SA di analizzare il comportamento di tutti i consiglieri nazionali in determinate votazioni avvenute negli ultimi quattro anni. Sotto la direzione della specialista in comunicazione e media Aline Clauss, è stata elaborata una classifica che dimostra come i singoli parlamentari e le diverse frazioni abbiano sostenuto o contrastato le posizioni dei sindacati.
La valutazione, il cui risultato viene espresso in valori compresi tra +1 e –1, determina il grado di convergenza con la posizione dei sindacati. Una concordanza totale corrisponde al valore +1, una totale discrepanza al valore -1.
Il valore +1 è stato raggiunto da tre consiglieri nazionali PS, quello di –1 da quattro consiglieri nazionali UDC, nessuno dei quali ticinese.
La classifica, scrivono SEC e syndicom in una nota odierna, dimostra chiaramente che il PS, i Verdi e i Verdi liberali sono i partiti che hanno votato più spesso in linea con la posizione dei sindacati.
"I politici borghesi – soprattutto quelli dell’UDC – negli ultimi quattro anni hanno mostrato una completa indifferenza nei confronti delle richieste dei sindacati" afferma Bernadette Häfliger Berger, vice-presidente di syndicom.
Tra i consiglieri nazionali ticinesi, il meno sindacalista è Pierre Rusconi (UDC), con una valutazione di -0,542.
Il secondo meno sindacalista è Lorenzo Quadri (-0,333), la terza Roberta Pantani (-0,083).
Seguono Giovanni Merlini, con una valutazione di 0, Fabio Regazzi (0,0042), Ignazio Cassis (0,125) e Marco Romano (0,25).
La più vicina alle posizioni sindacali è, come era immaginabile, la socialista Marina Carobbio Guscetti (0,75).
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