
Ogni giorno emergono nuovi dettagli sul medico che nel luglio del 2014 asportò per sbaglio i seni di una paziente.
Ieri la Rsi riferiva che il ginecologo non ha mentito solo alla donna, ma avrebbe anche falsificato il rapporto postoperatorio, nel quale specificava che la mastecotomia totale era necessaria dato che il tumore si era rivelato più esteso del previsto. Un fatto che potrebbe aggravare la posizione del medico visto che rischia un'incriminazione per falsità in documenti. Al vaglio degli inquirenti c'è inoltre l'ipotesi di truffa alle casse malati: sarà da verificare infatti se l'operazione sia stata fatturata o meno.
Oggi La Regione svela poi che il medico in questione non è mai stato sospeso. Il medico cantonale Giorgio Merlani ha dichiarato che si è in attesa di una conferma da parte del Ministero pubblico. "Quando la documentazione necessaria sarà nelle nostre mani, prenderemo una decisione". Dal canto suo la Clinica Sant'Anna rimane sulla sua posizione, precisando che l'apertura di un'inchiesta penale non pone dubbi sull'operato del medico. Il direttore sanitario Francesco Volonté ha ribadito che "non esiste pericolo di reiterazione che giustificherebbe una sospensione".
Sul caso si è mossa anche la politica. In un'interrogazione al Governo inoltrata dalla socialista Gina La Mantia si chiede come sia possibile che la clinica abbia nascosto il grave errore e quali strumenti abbia a disposizione il Consiglio di Stato per sorvegliare l'attività delle cliniche private e pubbliche.
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