
Si chiama morbillo, dal latino morbus. È una malattia esantematica antica e decisamente contagiosa: provoca rush cutaneo, febbre, tosse, naso che cola, mal di gola, spossatezza e, in alcuni casi, serie complicazioni. Talmente serie da portare alla morte. L’organizzazione mondiale della sanità stima che a perdere la vita siano da 1 a 3 ammalati su 10 mila. Questo nei paesi industrializzati. In quelli in via di sviluppo la quota varia da 300 a 500 su 10 mila.
"Le complicazioni più importanti sono l'otite ma anche la polmonite - afferma Marcel Bergmann, presidente dell'Associazione pediatri della Svizzera italiana (APSI) ai microfoni di Teleticino - certi bambini possono avere anche un'encefalite, un'infiammazione del cervello con conseguenze anche a lungo termine".
Per il morbillo non esiste nessun trattamento specifico ma, la buona notizia è che dal 1963 è possibile vaccinarsi. Diventando, nella maggior parte dei casi, immuni a vita. Il punto è che negli ultimi anni, oltre a chi non può vaccinarsi, perché troppo piccolo o immunodepresso, c’è chi non vuole vaccinarsi. Un trend preoccupante, al punto che l’OMS ha inserito il rifiuto vaccinale tra le dieci minacce da tenere d’occhio nel 2019. Una top ten, dove, tanto per intenderci, figurano i cambiamenti climatici, l’ebola e le crisi umanitarie. In Svizzera, nel solo mese di marzo si sono registrati 55 casi di morbillo. 97 da inizio anno. Nello stesso periodo del 2018 erano stati soltanto15. L’Ufficio federale della sanità però invita alla calma, precisando che Berna monitora la situazione ma che al momento non è necessario mettere in campo misure straordinarie. Il Ticino, al momento è stato relativamente risparmiato con un solo caso. Ma il morbillo, ahimé, è estremamente contagioso. E anche nel nostro cantone esistono i no vax.
"È vero che in Ticino si vaccina meglio che in altri cantoni, siamo bravi - sottolinea Bergmann - però esistono ancora delle comunità che hanno deciso di non vaccinare i loro bambini e abbiamo dei casi di morbillo regolarmente. Sono preoccupato perché ho visto bambini affetti da morbillo quando lavoravo a Basilea ed è una malattia che fa stare molto male il bambino. Ho anche visto un bambino con encefalite che ha conseguenze anche a lungo termine. Sono preoccupato soprattutto per chi non può vaccinarsi e che quindi per "colpa" o perché noi non siamo stati abbastanza bravi nel vaccinare i nostri bambini questo bambino che non può vaccinarsi deve contrarre questa malattia che può portare a gravi conseguenze".
Anche il medico cantonale, Giorgio Merlani, appare decisamente preoccupato dal fenomeno no vax: "Chiaro che preoccupa perché c'è molta disinformazione, sembra che tutti siano esperti sui vaccini. Qualcuno legge due blog su internet, crede di essere esperto in vaccini, crede di capire tutto quello che ci sta dietro e poi logicamente facilmente fomentato da questa teoria del complotto a livello internazionale, come se ci fosse qualcuno che vuole radicare la vita dalla terra utilizzando un vaccino. Il discorso è di affidarsi, come sempre si fa, agli specialisti. Come si chiede al professionista dell'auto per farsela riparare, all'imbianchino per farsi dipingere la casa, ai medici per i vaccini".
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