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Ticino
'Il mattone nei tentacoli della 'ndrangheta'
Redazione
17 anni fa
L'allarme arriva dal capo della polizia giudiziaria federale. Ristoranti e hotel costruiti con i soldi della mafia calabrese

I tentacoli della ‘ndrangheta si sono allungati. E sono passati anche al mercato immobiliare. Più precisamente agli alberghi, ristoranti e wellness costruiti e gestiti con i finanziamenti della mafia calabrese. Sul mercato immobiliare la 'ndrangheta ripulisce i soldi dei traffici di droga. Lo afferma dalle colonne del Caffè Michael Perler, nuovo capo della polizia giudiziaria federale, entrato in funzione a luglio. Perler lancia pure un appello alla politica per leggi più efficaci. E aggiunge: ‘Ci vorrebbero più agenti’. “Sono principalmente due - dichiara il capo della polizia giudiziaria federale - le organizzazioni criminali che minacciano il nostro Paese: quelle dall’Est specializzate in riciclaggio e tratta di esseri umani; dall’Italia, soprattutto la ‘ndrangheta, in stupefacenti”. Si può parlare, chiede il giornalista del Caffè, di infiltrazioni criminali nel tessuto economico ticinese e in politica? “Non abbiamo segnali di infiltrazioni sistematiche in politica e nemmeno in tutto il tessuto economico. Ma  certamente di investimenti nell’immobiliare, come grandi costruzioni, come hotel con wellness”, risponde Perler. E prosegue: “In Ticino ci sono persone legate a famiglie della ‘ndrangheta, non vere e proprie cellule. Stiamo approfondendo. Anche perché camorra e ‘Ndrangheta sono in guerra per spartirsi il traffico di stupefacenti nel nord Italia, temiamo l’arrivo di nuove attività di riciclaggio”.Per Perler l’antenna luganese della polizia federale avrebbe bisogno di più agenti. E dichiara che a dirigerla non è più Flavio Gibellini, che quest’estate aveva partecipato ad uno spot promozionale per l’Hotel Diamond, ma un nuovo capo ad interim.Con l’Italia, incalza il giornalista, lo scambio funziona o le polemiche per lo scudo hanno incrinato i rapporti? “Con l’Italia - spiega Perler - lo scambio e collaborazione funzionano bene. E le polemiche sullo scudo non cambiano nulla”. In Ticino le segnalazioni di banche e fiduciarie per sospetto riciclaggio negli ultimi dieci anni sono passate da 20 a 127. Sono più attente le banche o c’è più criminalità?, chiede infine il giornalista. “Gli istituti finanziari - termina Perler - sono diventati più attenti, la qualità delle loro segnalazioni è buona, spesso parte subito un sequestro”.

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