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Ticino
Il marito la picchiava: espulsa lo stesso
Redazione
12 anni fa
Una donna croata deve lasciare la Svizzera, malgrado la rottura del suo matrimonio sia dovuta a violenza domestica

Una donna croata di 24 anni, di formazione infermiera, è stata espulsa dalla Svizzera, in seguito al divorzio da suo marito. Il fatto che lui la picchiasse non è bastato per farle ottenere il diritto di rimanere in Svizzera.

Lo ha stabilito il Tribunale federale, confermando una sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.

La donna era giunta in Ticino nell'agosto 2011, si era sposata in ottobore con un connazionale domiciliato ed aveva ottenuto il permesso di dimora.

Già nell'aprile 2012 la coppia aveva smesso di convivere ed aveva intrapreso i passi per divorziare. Nell'agosto 2012 la Sezione della popolazione aveva così revocato il permesso di dimora alla donna.

La quale aveva però presentato ricorso, chiedendo di poter rimanere in Svizzera, a causa del fatto che il divorzio era stato dettato dalla violenza domestica da lei subita.

La donna aveva spiegato di non aver mai denunciato il marito per paura di ritorsioni, ma di essere stata ripetutamente vittima di schiaffi, pugni, minacce e tirate di capelli.

Queste violenze, però, non hanno potuto essere comprovate da certificati medici o rapporti di polizia. L'unico episodio accertato riguarda una lite avvenuta il 20 dicembre 2012, in seguito alla quale la donna fu curata al Pronto soccorso per un ematoma alla guancia sinistra a seguito di un pugno.

Un caso ritenuto "lieve" dai giudici, che hanno valutato la violenze subite dalla donna non sufficientemente intense e sistematiche per poterle concedere di restare in Svizzera.

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