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Ticino
“Il malessere viene ora a galla”
Foto Demaldi
Foto Demaldi
Redazione
5 anni fa
Dalle bravate alle risse, gli episodi di disagio giovanile delle ultime settimane sono spesso ricondotti dall’opinione pubblica alla pandemia. Per il direttore di Pro Juventute, tuttavia, il Covid non ha fatto altro che mostrare un malessere già esistente

Se questo inizio di seconda estate in tempo di pandemia vede – almeno alle nostre latitudini – un generale miglioramento della situazione sanitaria, le notizie che parlano di “disagio giovanile”, spesso proprio associato alla pandemia e alle restrizioni, si susseguono a ritmo sempre più sostenuto. Le ultime giungono da Bissone: all’esterno del lido del villaggio lacustre, sabato sera è scoppiata una rissa fra giovani, in gran parte minorenni, che hanno pure danneggiato i bagni della struttura.

Quella sera – riferisce a Teleticino il sindaco di Bissone, Andrea Incerti – è stato “un gruppo di circa trenta ragazzi” a essere coinvolto. “Hanno staccato i fili della videosorveglianza e hanno distrutto le toilette”. Il motivo? “Non so, forse sfogarsi per il risultato della partita, o forse erano gli effetti dell’alcol”. Mercoledì è in agenda una riunione fra alcuni membri del Municipio bissonese “per ragionare, a bocce ferme, sul da farsi. Ci chiederemo cosa fare per tranquillizzare la cittadinanza, stufa di queste storie, ma anche come garantire il prosieguo delle attività del lido”.

“La gente è stanca e si sta sfogando anche così”
Ma come leggere i fatti di sabato sera? Il sindaco azzarda un’ipotesi: “Lungi da me sostituirmi al medico cantonale, credo che il virus abbia degli effetti che vanno al di là della tosse, della febbre e del mal di gola. La gente è stanca di questo lungo periodo e si sfoga anche in questi modi. Purtroppo”.

“Emerge un malessere preesistente”
A essere chiamata in causa quale origine di questi eventi è dunque ancora una volta la pandemia. È una lettura condivisa anche da Ilario Lodi, direttore di Pro Juventute: “Credo che i nodi stiano venendo al pettine”, ha commentato ai microfoni di Teleticino e Radio3i. “Non è che in due anni i ragazzi si sono scoperti violenti o incapaci di sopportare ciò che fino all’altro ieri potevano sopportare. Tutto però si è sommato in questi due infausti anni e tutte le contraddizioni a cui i ragazzi hanno saputo fare fronte finora, anche molto bene, stanno ora salendo a galla”. La pandemia non ha dunque avuto altro effetto, secondo Lodi, che fare emergere un malessere preesistente. “Sì, il malessere già esisteva, probabilmente in una forma molto più estesa di quanto immaginassimo. La pandemia ha avuto effetti sull’esistenza stessa delle persone e sul loro modo di vedersi nel futuro. I ragazzi hanno sopportato moltissimo quanto è successo. Questi atti di violenza mostrano che qualcosa di negativo però c’era, di cui noi adulti non ci siamo accorti”.

Come rispondere quindi a questo disagio? “La prima cosa da fare è prendere molto seriamente questi atti, adottando anche il punto di vista dei giovani. Hanno bisogno di interlocutori in grado di comprendere quanto ci stanno dicendo”.

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