
È iniziato questa mattina davanti alle Assise criminali di Bellinzona riunite a Lugano, presiedute dal giudice Marco Villa, il processo a carico del 57enne ex maestro delle scuole elementari di Arbedo accusato di atti sessuali con fanciulli, coazione, coazione sessuale, violazione del dovere d’assistenza o educazione e reiterate vie di fatto.
L'ex docente, difeso dall'avvocato Luigi Mattei, è accusato dal procuratore pubblico Nicola Respini di aver abusato di nove giovani vittime, tutti suoi allievi. Tre di loro sarebbero stati palpeggiati nelle parti intime, mentre negli altri sei casi si tratterebbe di tentati toccamenti.
In aula il maestro si è commosso parlando delle sue aspettative future, in particolare del desiderio di andare a trovare suo padre, ricoverato in una casa anziani, che non ha più visto dal suo arresto avvenuto il 4 giugno 2015. "Vorrei potermi riconciliare con la mia famiglia" ha dichiarato il 57enne, il quale ha già concordato con la moglie che quando uscirà dal carcere andrà a vivere da sua madre. Il maggiore dei quattro figli dell'ex docente è andato a trovarlo solo una volta in carcere. "Vorrei anche riconciliarmi con la comunità e scusarmi con le vittime" ha aggiunto l'uomo, che ha affermato di pensare a una riqualifica professionale, magari in biblioteca o nel campo della pubblicistica.
L'ex docente ha inoltre spiegato di aver trovato un accordo con il Municipio di Arbedo-Castione, in modo da poter andare in pensione anticipata tra un anno e mezzo. Al momento la situazione economica della sua famiglia è piuttosto difficile, dato che la moglie lavora al 30% come commessa, uno dei figli è impiegato come elettricista, mentre gli altri tre studiano ancora.
"Il contatto fisico con le vittime mi dava piacere, ma cercavo di trattenermi perché sapevo che non si doveva fare" ha poi affermato il 57enne. "Ho sempre avuto affetto nei confronti dei miei allievi, ma mi rendo conto che certi atteggiamenti sono fuori luogo visto anche il mio ruolo."
Il maestro si è trovato in difficoltà al momento di spiegare più nel dettaglio cosa provava mentre toccava le sue vittime. Ha parlato di piacere fisico, ma non sessuale: come un padre che abbraccia un figlio. Mentre per quanto riguarda un bambino ha ammesso di averlo toccato nelle parti intime, per gli altri due ha negato di averlo fatto, affermando che avrebbe voluto ma che si è trattenuto. Per le altre sei vittime, infine, ha sostenuto che non aveva nessuna intenzione di andare oltre il solletico.
Per quanto riguarda la coazione, il maestro ha dichiarato: "Non riesco a capire, non costringevo nessuno. Non ho mai approfittato del mio ruolo."
Nell'atto di accusa stilato dal procuratore pubblico, si parla anche di un viaggio a Verona con un suo ex allievo, più che ventenne. Il maestro ha ammesso di averci provato con lui, perché gli piaceva ed era convinto che fosse omosessuale. Ma ha negato la coazione: "Non ho approfittato del mio ruolo" ha ribadito.
Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel Tg di TeleTicino.
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