
Un lupo, probabilmente un ibrido, torna a seminare scompiglio tra gli allevatori leventinesi. Secondo l’Associazione per un territorio senza grandi predatori, i cani da pastore non sarebbero sufficienti a proteggere le loro bestie da questo predatore, dal momento che è bastato un giorno di nebbia per un’aggressione diurna, che ha causato la morte di 11 pecore e il ferimento di 24 capi. Un’aggressione considerata “da euforia e non di certo per sfamarsi”.
Un predatore considerato estremamente problematico, e ipoteticamente un ibrido, a giudicare dalle foto scattate e dal suo comportamento atipico. Questo lupo infatti “si sposta di giorno su pascoli privi di alberi, non fugge all’impazzata come fa solitamente un lupo alla vista dell’uomo e passa vicino ad animali selvatici (cervi, caprioli) senza aggredirli. Si potrebbe anche pensare a un lupo cresciuto in cattività e poi liberato oppure fuggito”. Questo tipo di animale è pure da considerarsi pericoloso per l’uomo. La Convenzione internazionale di Berna e le leggi svizzere prevedono la protezione assoluta del lupo, ma non quella degli ibridi e meno ancora quella dei lupi cresciuti in cattività e poi liberati.
È quindi chiaro l’appello dell’Associazione, che si rivolge alle autorità cantonali in cerca di supporto e protezione per il proprio bestiame, in questa situazione definita “sempre più preoccupante e difficile"
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