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Ticino
"Il lupo perde il pelo, ma non il vizio!"
Redazione
11 anni fa
Montagna Viva respinge fermamente la revisione del Regolamento federale sulla caccia

Lunedì 16 marzo è scaduto il termine di presentazione delle osservazioni alla revisione del Regolamento federale sulla caccia.

Tra coloro che hanno inoltrato le proprie osservazioni vi è il movimento Montagna Viva, che respinge fermamente questa revisione.

Una revisione che, secondo Montagna Viva, "vuole semplicemente complicare e burocratizzare ogni intervento di moderazione e contenimento della pericolosa espansione in atto dei lupi nell'area alpina."

Il principale motivo per cui il movimento respinge la revisione è sempre lo stesso: "i concetti proposti dall’UFAM sono semplicemente un ulteriore incentivo per la diffusione del lupo in Svizzera. Si dice che il lupo perde il pelo, ma non il vizio!" scrive Montagna Viva.

"Ogni difesa va intrapresa affinché la montagna le popolazioni di montagna, la classe degli allevatori restino nelle regioni ove vivono e operano" prosegue il movimento. "Non vi è da nascondere che una certa apprensione e sgomento si sta instaurando nei nostri villaggi delle valli e zone di montagna. Due nuovi lupi che si nascondono nelle nostre montagne sono stati classificati ultimamente, di tipo italico e mai visti prima: M47 e M51."

"Il lupo, ma anche l’orso e la lince, porta nelle nostre regioni solo problemi, nuove paure e poca incentivazione a continuare le attività tipiche del territorio montano: agricoltura, pastorizia, turismo, zone di residenza, gestione attiva del territorio" scrive Montagna Viva, secondo cui "il regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici deve essere modificato in modo che il lupo diventi una specie da cacciare in senso lato e non solo considerando i “giovani lupi”! Ma chi sono queste nuove belve definiti con questa fantasiosa definizione? Bisogna fermare senza perdere ulteriore tempo la diffusione dei grandi predatori. Da tempo stiamo già perdendo il treno e minando la pazienza delle popolazioni di montagna, ma non solo! La formazione e l'insediamento di branchi non deve essere un obiettivo della gestione del predatore."

Montagna Viva ribadisce che "valli abbandonate e inselvatichite non sono uno scenario accettabile."

La presa di posizione di Montagna Viva è disponibile in versione integrale nel pdf allegato.

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