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Il Lupo alle urne, le reazioni in Ticino
Il Lupo alle urne, le reazioni in Ticino
Il Lupo alle urne, le reazioni in Ticino
Redazione
7 anni fa
Non mancano i primi malumori sulla modifica della legge sulla caccia. La campagna contraria promette scintille

Manca ancora il voto del Consiglio degli Stati, ma è ormai praticamente certo che il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sulla modifica della legge sulla caccia. Il Nazionale ieri ha allentato le viti della protezione di specie come il lupo, dando la possibilità ai Cantoni di prevedere dei piani di abbattimento.

“Se la legge rimane così com’è adesso saremo costretti a fare referendum per noi è inaccettabile - ha affermato la portavoce del WWF Susanna Petrone ai microfoni di TeleTicino -. Bisogna rivedere completamente la legge, non è possibile che il Consiglio Federale possa decidere a quale animale togliere la protezione e non è possibile che le decisioni siano dei singoli Cantoni. I lupi saranno ancora più vulnerabili e sotto pressione, non è possibile che un animale venga abbattuto preventivamente senza aver ancora fatto nulla!”

Anche Franco Celio, membro dell’Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori sottolinea le criticità della legge: “Il fatto che l'applicazione di questo allentamento di legge sia demandato ai Cantoni non ci lascia tranquilli anche perché il Ticino rischia un'applicazione ancora più restrittiva.” Al di là delle competenze, ieri implicitamente è cambiata la concezione stessa di ‘lupo’. In una scala immaginaria fra ‘specie protetta’ e ‘minaccia’, il canide ora pende di più verso quest’ultima.

“È chiaro che chi abita in città può avere la visione bucolica del lupo come animale amico della natura - ha sottolineato Celio - ma chi abita in montagna non ha questa impressione”. Secondo Susanna Petrone invece bisognerebbe valutare ogni caso singolarmente e ha sottolineato che “in Svizzera il numero di lupi che c'è ad oggi non potrebbe sopravvivere se si iniziasse ad abbatterli a piacimento senza valutarne ogni singolo caso.”

Dal 2001 in Ticino è stato registrato il passaggio di 24 lupi, con circa 250 capi di bestiame uccisi. L’attuale Ordinanza sulla caccia prevede l’abbattimento di esemplari problematici solo dopo aver accertato la predazione di almeno 25 animali da reddito nell’arco di un mese. In Ticino l’ultima autorizzazione rilasciata è stata nel marzo del 2017 per l’esemplare M75, nel frattempo migrato altrove. Le modifiche proposte introdurrebbero la possibilità di abbattimenti preventivi, anche in assenza di predazioni.

“Dal momento che il pericolo è perlomeno potenziale è bene intervenire - ha dichiarato Celio - anche perché le possibilità di contenimento fatte in altro modo lasciano a desiderare”. Per Susanna Petrone invece “i punti gravissimi di questa legge sono 3, l'ultimo che prevede che un animale possa essere abbattuto preventivamente è gravissimo! È come se domani decidessimo che un cane può essere pericoloso quindi deve essere abbattuto, senza valutare se esistono realmente quei pericoli!” Sebbene animale piuttosto schivo, il lupo inconsapevolmente si trova di fronte alla scelta dell’uomo. E la campagna non ancora ufficialmente iniziata promette scintille.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino.

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