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Il litigio finisce con un pugno da ko: condannato
Il litigio finisce con un pugno da ko: condannato
Il litigio finisce con un pugno da ko: condannato
Redazione
8 anni fa
Un giovane condannato per lesioni gravi intenzionali, guida in stato di inattitudine e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti

Sembrava prendere una brutta piega per l’imputato (condannato infine ad una pena pecuniaria) il processo davanti alla giudice Rosa Item per lesioni gravi intenzionali, guida in stato di inattitudine e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Il giovane di 25 anni nato a Bellinzona (cittadino italiano), con le sue versioni discordanti è stato censurato non solo dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier che ha esclamato: «Scelga una versione e mantenga quella», ma anche dal giudice: «Bisogna essere credibili, è questo che fa di una persona un uomo».

Dopo l’interruzione del dibattimento per una buona mezz’ora, che l’imputato ha trascorso a discutere privatamente con l’avvocato d’ufficio Maurizio Pagliuca, si è alla fine dichiarato colpevole e pentito ed il clima in aula si è rasserenato. L’imputazione di lesioni intenzionali gravi è stata derubricata a semplici; e hanno pesato meno sul giudizio due precedenti specifici per minacce, vie di fatto e aggressione. Per il reato più lontano nel tempo non è stata revocata la condizionale ma per quello maggiormente recente sì. E le aliquote di quella condanna sono le uniche che il giovane dovrà pagare, assieme a 2000 franchi per torto morale e le spese per il giudizio di ieri.

Come riporta il Corriere del Ticino, i fatti sono avvenuti il 13 dicembre 2014 sulla terrazza di un bar del centro della capitale. Gli attriti tra due compagnie per futili motivi hanno indotto il condannato a sferrare un pugno che, nonostante non fosse un esperto di arti marziali, ha causato effetti devastanti. La vittima ha avuto lo zigomo fratturato e altri danni che hanno comportato una laboriosa ricostruzione dell’ossatura facciale, con l’inserimento di placche metalliche sotto la pelle ed una cicatrice permanente. In attesa di giudizio poi, l’imputato ha nuovamente delinquito e un altro procuratore pubblico, Paolo Bordoli, ha redatto un atto di accusa aggiuntivo per guida sotto l’effetto della canapa e possesso di un etto di sostanza stupefacente (fatti questi mai negati dal giovane).

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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