
"Il leghista e la 'ndrangheta" è il titolo che si legge a caratteri cubitali sulla prima pagina dell'edizione di oggi del Caffè. Il domenicale pubblica infatti un corposo dossier sui rapporti tra l'ex granconsigliere della Lega dei Ticinesi Luciano Poli e la mafia calabrese, che stando a un'indagine italiana sarebbe stata aiutata da Poli ad infiltrarsi in Ticino. In particolare si cita tale Massimiliano Colosimo, un 38enne della cosca di Trapasso che è stato arrestato in Italia nel novembre scorso e che, stando al Caffè, in precedenza sembra fosse riuscito a ottenere il permesso di dimora in Ticino proprio grazie a Poli.
Accuse pesanti alle quali è già giunta la risposta della Lega dei Ticinesi, che in un comunicato stampa giunto in redazione nella notte parla di "tentativo di calunnia".
"Il giornalismo-spazzatura di chiara matrice d’importazione del Caffè domenicale si produce in una nuova prestazione" scrive la Lega dei Ticinesi. "La prima pagina dell’edizione odierna del citato settimanale è infatti dedicata pressoché per intero ai presunti rapporti dell’ex deputato Luciano Poli con la malavita calabrese, e sormontata dal titolo “Il leghista e la ‘ndrangheta”."
"Si dà però il caso che i fatti cui il domenicale si riferisce risalgano al 2014. Luciano Poli ha lasciato la Lega nel 2004, e non siede più in Gran Consiglio dal 2007" prosegue la Lega. "Il signor Poli non ha più alcun legame con la Lega dei Ticinesi da oltre 13 anni. Ha quindi smesso di far parte del Movimento ben 10 anni prima dei presunti “rapporti con i mafiosi calabresi” – accusa sulla cui fondatezza, ovviamente, la Lega nulla sa e nulla può sapere – che il Caffè domenicale sbatte strumentalmente in prima pagina."
"La malafede del settimanale Il Caffè, dal chiaro orientamento politico antileghista, nel tentativo di associare la Lega ad una vicenda giudiziaria in cui essa non ha manifestamente alcun ruolo, è plateale ed inaccettabile" scrive ancora la Lega. "Con le modalità tipiche della deteriore stampa-spazzatura della vicina Penisola, il domenicale (ad alto tasso di redattori in arrivo dal Belpaese) tenta, maldestramente, di accostare la Lega alla n’drangheta. Malgrado sia evidente che non esiste alcun aggancio per una simile operazione di bassa denigrazione."
"Gli intenti calunniatori del settimanale nei confronti della Lega dei Ticinesi, con pretesti che nulla hanno a che fare col confronto politico, sono evidenti" conclude la Lega dei Ticinesi, che si riserva di intraprendere i passi, anche legali, del caso.
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