
Ripristinare una certa normalità che l’evento di ieri è andata a cambiare. Su questi aspetti sarà incentrato il graduale lavoro che i docenti sono chiamati a fare dopo i tragici fatti avvenuti ieri alla Scuola ai Ronchini di Aurigeno, nel Comune di Maggia dove, ricordiamo, un 42enne residente nel Locarnese ha ferito mortalmente il custode dell’istituto con tre colpi d’arma da fuoco. “Il ritorno a questa nuova normalità implica un’azione da parte degli insegnanti, per cercare di mettere parola su quello che è accaduto e permettere ai bambini di riprendere le attività che sono abituati a vivere”, afferma a Ticinonews Omar Balmelli, Capo sezione delle scuole comunali del DECS. Ma come vengono gestite esattamente queste situazioni? “L’antenna per gli eventi traumatogici viene disposta dalla Divisione della scuola nel momento in cui ci sono fatti che rompono la quotidianità e sconvolgono la comunità scolastica, creando una profonda sofferenza e sconvolgendo tutta la comunità”, spiega Balmelli. L’antenna “è composta da persone che lavorano presso l’ispettorato scolastico, dai capi del gruppo di sostegno pedagogico, dai direttori degli istituti e dai docenti del servizio di sostegno. Ci si incontra sul posto e si avvia il lavoro necessario a supportare tutta la comunità scolastica con azioni mirate”.
Il ruolo del docente
Per affrontare un tema di questo tipo con bambini così piccoli, ci sono due verbi da utilizzare: parlare e, soprattutto, ascoltare. “I bambini hanno un vissuto condizionato da ciò che vedono e sentono, e spesso bisogna offrire loro delle opportunità di ascoltare, con la presenza di una persona che nell’istituto abbia la loro più alta fiducia, ovvero il docente”, spiega ancora Balmelli. È quindi fondamentale che l’insegnante “possa essere messo nelle condizioni di entrare di nuovo nell’aula e di poter parlare con i propri alunni, sentire quelle che sono le loro risposte e poi, attraverso una serie di informazioni che l’antenna stabilisce e prepara, si inizia a elaborare il vissuto per poi situarlo nel passato”. Questo “permette di riavviarsi verso qualcosa di rassicurante, che è il presente”.
Un momento di ascolto
Questa sera è invece in programma un momento dedicato agli adulti. “L’evento di ieri è accaduto nel pomeriggio e questo ci ha permesso di fare due comunicazioni scritte: una immediata e l’altra in serata, per raggiungere le famiglie con un massaggio maggiormente personale”, precisa Balmelli. Stasera “ci sembrava importante aprire le porte della scuola, per permettere un momento di ascolto della comunità scolastica”.
Gli ultimi sviluppi
Emergono intanto ulteriori dettagli sulla vicenda di ieri: stando a nostre informazioni, il custode vittima dell’aggressione stava decespugliando un prato nei pressi del campo di calcio della scuola. Quando ha visto arrivare l’assalitore, è entrato nell’edificio da una porta laterale, raggiungendo l’atrio davanti alla palestra, e lì lo sparatore l’ha raggiunto e ha esploso i tre colpi mortali. La domanda che ora in molti si pongono è se la tragedia fosse evitabile. In tanti avevano infatti intravisto post sui social che non avevano un tono accomodante, e sapevano che c’erano già stati episodi di “scontro” tra i due uomini protagonisti del fatto. Bisognerà capire se in questa situazione fosse possibile imporre una carcerazione di sicurezza preventiva, se vi fossero misure da mettere in atto e se siano state applicate nel modo giusto.
Il ricordo del sindaco
Nel frattempo, nei Comuni di Maggia persistono ancora sconforto e incredulità. Il custode ucciso ieri era una persona, del posto, “nato e cresciuto a Maggia, e molto integrato nella società”, ci dice il sindaco Andrea Sartori. “Era una di quelle figure che si incontrano regolarmente, che fanno parte della vita quotidiana”. Ciò che è successo “ha creato un moto di solidarietà che vorremmo concretizzare con una vera vicinanza alla famiglia”.

