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Lugano
Il LAC si lancia nella nuova stagione, Badaracco: «Siamo riusciti a risparmiare senza toccare l'offerta»
Red.Online
8 ore fa
L'annata 2026/2027, dedicata all'in-civiltà, sarà ampia e variegata - Il presidente: «La proposta culturale è ancora di altissima qualità e propone molti spettacoli»

Tutto il teatro di Zagabria al gran completo – in un ensemble di oltre sessanta danzatori che porteranno Petruška e l'Uccello di fuoco di Stravinsky – e il musical «Chicago» dal West End di Londra. Sono solo alcune proposte del menu molto variegato della stagione delle arti performative 2026/2027 del LAC di Lugano. Stagione presentata ieri che spazia dal teatro alla danza, a nuovi formati. Focus principale, l'inciviltà. «Volevo restituire un doppio significato a questa parola», ci spiega il direttore artistico Carmelo Rifici. «Da una parte abbiamo una storia cronologica dell'avanzamento dell'uomo all'interno del mondo della legge». Ma dall'altra «viviamo in un mondo che definire “civile” in questo momento è difficile, perché è regolato dalla forza e dalla brutalità, con guerre che sembrano diventate la normalità. Ci siamo quindi assunti la responsabilità di prendere parte a questo discorso, immaginando una serie di spettacoli e di produzioni che possano portare a una grande discussione sui veri valori dell'uomo».

Il programma

Ci saranno ottantadue titoli, diciannove produzioni e coproduzioni, con un'ampia presenza svizzera. Per citare alcuni nomi: Gassman, Finzi Pasca, la commedia di Ale e Franz, la musica di Fiorella Mannoia, le testimonianze di giornalisti e di tragedie. Ma come arriva il LAC a questa stagione? «Fa strano dirlo ancora una volta, ma anche quest'anno abbiamo il miglior risultato di sempre», commenta il presidente Roberto Badaracco. «Solo per le stagioni artistiche all'interno della sala, raggiungiamo centomila spettatori: un numero incredibile. Abbiamo un'occupazione dell’80% delle sale e, soprattutto, vediamo un'affluenza maggiore dalla Svizzera interna e dall'Italia».

La questione tagli

Il LAC, lo ricordiamo, ha dovuto stringere la cinghia a seguito dei tagli emersi dal piano di risparmio della Città. «Abbiamo dovuto risparmiare quasi 400mila franchi, non è stato un esercizio facile. Siamo stati costretti a rivedere un po' tutta la macchina», prosegue Badaracco. «Siamo riusciti a economizzare non toccando l'offerta culturale che, come si è visto in questa stagione, è ancora di altissima qualità e propone molti spettacoli. Questo è un po' il nostro sforzo. Vedremo cosa accadrà in futuro».

 

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