
“Ma cosa ha comprato BancaStato?”. Questa la domanda che il Gruppo Socialista pone al Governo. E lo fa tramite un’interpellanza, la seconda per l’esattezza. La prima infatti era partita il 26 luglio, cioè tre giorni dopo la notizia dell’acquisto da parte di BancaStato di UniCredit Suisse Bank. Con questa nuova interpellanza il Gruppo PS torna all’attacco e chiede ancora lumi in merito all’acquisizione, “che come già sottolineavamo un mese or sono – si legge nell’interpellanza -, fa nascere qualche interrogativo, considerato come nel 2009 l’utile netto della banca era stato di 4,2 milioni di franchi a fronte di una massa gestita di 2,2 miliardi, meno del 0,2%, un dato che non sembra indicare risultati particolarmente brillanti”. Si legge ancora: “UniCredit Suisse Bank gestisce un patrimonio di clienti pari a circa 2,2 miliardi di franchi. Applicando un tasso medio dell’1% la redditività di quel capitale dovrebbe aggirarsi sui 22 milioni di franchi. Invece a conto economico ne figurano solo 17,4. Se a questi togliamo i 12,5 milioni di franchi di costi dichiarati (di cui 8,4 per gli stipendi dei 40 dipendenti in organico), l’utile netto di UniCredit Suisse Bank ammonta a meno di 5 milioni di franchi, Quando, secondo un esperto del settore sentito dalla rivista (ndr: la rivista "Confronti" ha affrontato il tema nel suo numero di agosto), per una banca del genere dovrebbe essere di almeno dieci milioni”. “Anche i costi del personale – si legge ancora - appaiono particolarmente elevati: 8 milioni Fr. per 40 persone, quindi una media di fr. 200'000 a persona contro i fr. 133'000 di media per il personale della Banca dello Stato. In un recente studio dello Swiss Banking Institute dell’Università di Zurigo sono riportati i dati per banche simili: BSI fr. 179'544, Banque de Depôt et de Gestion fr. 179'221, Banca Sella fr. 153’8346, UniCredit Private Banking Italia fr. 153'227. Se a questo si accosta la recente notizia dei cosiddetti “esuberi” di personale annunciati sul fronte italiano della banca, oltre 4'700, nasce il sospetto che UniCredit abbia venduto a alla Banca dello Stato una filiale con un onere per il personale eccessivo. Pure il prezzo della transazione sembra avere qualcosa di anomalo: esso è stato, anche a detta del presidente della Banca dello Stato Fulvio Pelli, molto basso. Dei 57,5 milioni Fr. pagati 53 corrispondono al capitale sociale e 4,5 al costo dell’acquisizione della clientela. Ma perché la clientela, il cosiddetto goodwill, è stata pagata così poco? Mediamente, ricorda Confronti, l’acquisizione della clientela avviene al costo dell’1% dei patrimoni gestiti, che per UniCredit Suisse Bank avrebbe dovuto essere di 22 milioni di franchi. Secondo Confronti, una spiegazione plausibile, rafforzata da indiscrezioni molto solide provenienti dal mondo bancario, starebbe nella composizione della clientela di UniCredit, in gran parte portatrice di capitali italiani in nero e di altri non dichiarati provenienti dall’Est. La stessa UniCredit italiana pare vivesse nel timore di andare incontro a un danno d’immagine continuando a gestire questo tipo di clientela in una realtà internazionale, che sempre più si sta facendo pressante nei confronti dei capitali neri, di chi li gestisce e dei Paesi che li ospitano”. Per queste ragioni il Gruppo socialista chiede al Consiglio di Stato: considerato che l’acquisizione di un istituto dedito al private banking era nelle strategie del Consiglio di Stato per la Banca dello Stato, in nome della diversificazione dei rischi dell’istituto, come giudica il Governo la situazione finanziaria di UniCredit Suisse Bank? Non ritiene il suo utile (5 milioni Fr. su una massa gestita di 2'200 milioni) anomalo? Non ritiene il costo medio del personale troppo elevato? Non ritiene anomalo il prezzo d’acquisto, che ha incluso una parte molto ridotta per il goodwill, oltretutto a fronte di un venditore che sta affrontando ristrutturazioni interne, quindi nella posizione di non fare “sconti” a nessuno? Come risponde alle affermazioni seco
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

