
Le modifiche alla Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) non piacciono a tutti. Particolarmente toccato, spiega il Caffè nella sua edizione odierna, è il settore della vendita di cibo d’asporto. "Per noi le spese esploderanno - ha spiegato un venditore di kebeb al domenicale - Le modifiche alla Lear consentiranno ai clienti di mangiare all’interno. Potremo avere un massimo di tre tavoli, tutti alti, per un totale di dodici persone. Ma in cambio dovremo dotarci di due servizi igienici per i clienti, di cui uno accessibile anche ai disabili. Una spesa non di poco conto. Ci verrà inoltre vietato di vendere bevande alcoliche. Quindi subiremo una perdita. E, ciliegina sulla torta, saremo obbligati a frequentare i corsi di GastroTicino, spendendo altri soldi".
È soprattutto quest'ultimo requisito a non essere andato goiù a diversi gestori di take away, secondo cui dietro le modifica alla Lear "c’è lo zampino di GastroTicino". "Tra i corsi che diventeranno obbligatori c’è anche quello sul servizio" spiega il titolare di una pizzeria d’asporto -. Ma a cosa mi serve imparare a sgusciare le lumache se poi nel mio locale non sono autorizzato nemmeno a portare la pizza a tavola?"
Va detto che altri operatori sono meno scettici rispetto ai colleghi, ma a far rumore sono in particolare le dichiarazioni di chi sostiene che la modifica sia illegale, paragonandola addirittura alla Legge sulle imprese artigianali. "Verrà bocciata al primo ricorso", ha assicurato un gestore locarnese.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè
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