
Alla fine, la maggioranza del Parlamento ha deciso di andare incontro ai media locali. Grazie al sostegno di quasi tutti i partitini, con 45 sì, 31 no e 5 astenuti, è stato accolto il rapporto di minoranza firmato da Centro e sinistra che chiede al Governo di elaborare un messaggio dettagliato sulla proposta di aiuto provvisorio alla stampa scritta, confrontata con il crollo degli introiti pubblicitari e il calo dei lettori.
I favorevoli: “Un atto di responsabilità”
I favorevoli hanno parlato di un atto di responsabilità. Di un sostegno necessario in un contesto sempre più difficile, in nome della democrazia, del confronto politico, del territorio. Con queste motivazioni Centro, sinistra e partitini (ad eccezione del Partito Comunista) hanno sostenuto in modo convinto l’aiuto finanziario richiesto da una mozione centrista: 500mila franchi all’anno per un quadriennio per accompagnare la carta stampata nella transizione digitale. “Questo non è assistenzialismo, è investimento. Oggi non parliamo solo di giornali locali ma della difesa della voce del territorio”, ha detto il relatore del rapporto di minoranza Claudio Isabella del Centro. “Sui nostri media figurano nome e cognome dei giornalisti, è questa responsabilità che garantisce la qualità dell’informazione”, ha sottolineato Amalia Mirante di Avanti con Ticino&Lavoro, proponendo anche di valutare l’ipotesi Swisslos per finanziare il contributo.
I contrari: “A rischio l’indipendenza”
Non la pensano così i contrari: Lega, Udc e Plr, i cui rappresentanti hanno in particolare messo in luce il declino della carta stampata rispetto ad altri media e quindi la necessità, per delle imprese, di adattarsi al mercato innovandosi. La soluzione, però, hanno detto, non sono gli aiuti pubblici: secondo loro ne va dell’autonomia dell’informazione. “I giornali li sostengono i lettori paganti, non i contribuenti”, ha esordito il relatore di maggioranza Alain Bühler (UDC). “Il popolo ha già rifiutato nel 2022 un pacchetto federale di aiuti ai media, un segnale chiaro a favore dell’indipendenza”, gli ha fatto eco la collega di partito Raide Bassi.
Vitta: “Misure di sostegno già in corso”
L’importanza della carta stampata per le istituzioni è stata riconosciuta anche dal direttore del DFE Christian Vitta, il quale ha però ricordato le misure già intraprese dal Governo per sostenere la pluralità come l’attività di sensibilizzazione nei confronti delle realtà economiche locali per le loro inserzioni pubblicitarie. Vitta ha anche citato gli ulteriori provvedimenti intrapresi a livello federale per gli aiuti indiretti alla distribuzione dal 2026. Per questo il Governo riteneva la mozione già evasa.
Aria di referendum
L'Udc, in una nota stampa, ha anche affermato di "valutare il referendum contro gli aiuti di Stato ai media". Questo perché l'aiuto "rischia di trasformarsi nell’ennesimo sussidio permanente, andando a consolidare una dipendenza strutturale dei media locali dal finanziamento pubblico". Così, viene spiegato, "dopo l’approvazione odierna della mozione volta a chiedere aiuti di Stato ai media, l’UDC valuta il ricorso al referendum sul futuro messaggio che il Consiglio di Stato sarà chiamato a presentare al Parlamento".

