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Politica
Il Gran Consiglio si spacca sui migranti
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Si è concluso in parità il voto sul rapporto di minoranza che chiedeva di migliorare le condizioni di vita dei richiedenti l’asilo. Il dibattito, partito da una petizione di tre anni fa, tornerà sui banchi del parlamento nella prossima sessione.

Bisognerà rifare il dibattito sulla petizione del 2019 presentata da diversi cittadini e 12 associazioni che chiedeva di migliorare le condizioni di vita per richiedenti l'asilo. Il Gran Consiglio si è infatti spaccato a metà sul tema discusso ieri in aula. I contrari sembravano dover avere la meglio, ma il loro rapporto, - quello di maggioranza redatto da Andrea Censi (Lega) che chiedeva di non entrare nel merito delle richieste e rinviare tutto al Consiglio di Stato - è stato bocciato. E il voto sul rapporto di minoranza, sostenuto dai partiti di sinistra e dal PLR, è finito in perfetta parità. E in questi casi il tema deve essere ridiscusso durante la prossima sessione parlamentare.

"Sostenere il rapporto di minoranza è un atto politico forte"

La petizione, ricordiamo, avanzava diverse richieste per migliorare le condizioni dei richiedenti l’asilo, tra cui la chiusura del bunker di Camorino, che ha chiuso definitivamente i battenti lo scorso maggio. Stando ai deputati favorevoli le condizioni dei migranti degli scorsi mesi erano “inaccettabili” per un paese coma la Svizzera, ha sottolineato Carlo Lepori, relatore del rapporto di minoranza, il quale ha chiesto al Governo di seguire le raccomandazioni esposte nella petizione. Anche la deputata Roberta Passardi (PLR) ha denunciato la situazione di sovraffollamento e il mancato rispetto dei diritti dei fanciulli. “I profughi sono uguali per ogni conflitto, che sia vicino o dall’altra parte del mondo. Non ci sono rifugiati di serie A o B. Sostenere il rapporto di minoranza è un atto politico forte”.

"Non è un tema di nostra competenza"

Contrari i partiti di destra e il centro. “Ho sentito dire di tutto e di più”, ha esordito Sabrina Aldi, vice capogruppo Lega. “Sembra che il popolo ticinese se ne frega dei richiedenti l'asilo, tollerando determinate situazioni illegali. Con 12,5 milioni di disavanzo credo che la nostra solidarietà la dimostriamo ampiamente”. Per il Centro invece il Gran Consiglio non è abilitato per entrare in materia. “La competenza di rispondere alle domande poste dalla petizione non è di competenza del Gran Consiglio”, ha ricordato Sabrina Gendotti, sottolineando che non si tratta di un argomento di comodo. 

“Un tema sempre attuale”

Il direttore del Dipartimento Sanità e Socialità Raffaele De Rosa, quando ha preso parola ha voluto commentare uno a uno i dieci punti della petizione perché “sono tutti importanti e delicati”. Il consigliere di Stato ha voluto spiegare come “il tema rappresenti una sfida importante perché i flussi migratori sono di estrema attualità oggi e lo saranno anche nei prossimi anni”. E proprio in merito al lavoro  dal Cantone in questo ambito De Rosa ha affermato che “nonostante si possa sempre migliorare, mi piacerebbe che venisse riconosciuto quanto fatto dal Cantone negli ultimi anni per migliorare la presa a carico delle persone più fragili, ad esempio i minorenni non accompagnati”.

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