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Ticino
Il Gran Consiglio non vuole dimagrire
Il Gran Consiglio non vuole dimagrire
Il Gran Consiglio non vuole dimagrire
Redazione
10 anni fa
Bocciata in commissione la proposta di Boris Bignasca di ridurre i parlamentari da 90 a 60. "Non siamo troppi, anzi"

Seconda bocciatura in un solo anno per la proposta di ridurre il numero di deputati del Gran Consiglio ticinese da 90 a 60.

Dopo essersi schierata a maggioranza contro la proposta avanzata nel 2013 dall'allora deputato Donatello Poggi (Lega), ieri la Commissione costituzione e diritti politici si è nuovamente espressa contro la misura, che in questo caso era stata presentata da Boris Bignasca (Lega) tramite un'iniziativa parlamentare (vedi articolo suggerito).

"Se accolta, questa iniziativa impedirebbe una rappresentanza delle zone periferiche come pure delle donne in Gran Consiglio" spiega al Corriere del Ticino il presidente della commissione, Maurizio Agustoni (PPD). "Inoltre il numero di deputati in Ticino è perfettamente in linea con quello degli altri Cantoni. Anzi in alcuni casi, a parità di popolazione, ci sono Legislativi più numerosi."

"Il risparmio sarebbe minimo" aggiunge ancora Agustoni. "Economizzare 20'000 franchi all'anno per trenta deputati non risolverà certo i problemi del Cantone."

Agustoni ha quindi sottoscritto il rapporto di maggioranza redatto da Franco Celio (PLR), contrario alla cura dimagrante. Ma vi è anche un secondo rapporto, favorevole, ad opera di Sabrina Aldi (Lega). "La diminuzione del numero di deputati presenta innumerevoli vantaggi" spiega Aldi, "a favore sia dei lavori parlamentari sia dei contribuenti."

La decisione finale dovrà in ogni caso essere presa dal plenum del Gran Consiglio, che si chinerà sull'argomento durante la sessione al via il prossimo 21 novembre.

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