
Con 59 voti favorevoli su 64 il Gran Consiglio, esprimendo solidarietà ai lavoratori scesi in piazza, ha accolto una risoluzione interpartitica che chiede a FFS Cargo di fare dietrofront su tutte le decisioni già prese, vale a dire le chiusure di due terminal in Ticino, nonché di opporsi al paventato smantellamento del deposito di Chiasso. “Con questo smantellamento perdiamo posti di lavoro, manodopera qualificata, servizi per i clienti e un servizio fondamentale per il traffico su rotaia”, ha ricordato la deputata dei Verdi Nara Valsangiacomo, che fa parte del comitato contro lo smantellamento.
La manifestazione
Proprio durante la discussione in Parlamento, un centinaio persone si sono riunite fuori da Palazzo delle Orsoline per esprimere il proprio disappunto in merito alla riorganizzazione di FFS Cargo. Presenti rappresentanti dei partiti, dei sindacati e del personale toccato dai tagli. "Siamo qui per dare un messaggio ai parlamentari, alle FFS e alla politica federale", ha dichiarato ai microfoni di Ticinonews Thomas Giedemann, segretario sindacale del Sev. "Queste decisioni di FFS Cargo vanno nella direzione sbagliata. Ne va di mezzo al qualità di vita della popolazione ticinese, in particolare del Mendrisiotto".
Vitta: "Chiediamo rispetto alle FFS"
“Il fatto che anche il Parlamento si sia pronunciato testimonia che vi è preoccupazione", ha sottolineato il direttore del DFE Christian Vitta. "Come Consiglio di Stato, abbiamo chiesto un nuovo incontro FFS-FFS Cargo. Per noi è importante che si lavori su tre aspetti. Anzitutto, si tratta di garantire a tutte le persone toccate un posto di lavoro, e questo deve avvenire in Ticino nel limite del possibile. In secondo luogo "vogliamo avere chiarezza in merito al deposito di Chiasso. Infine, ci occorrono maggiori dettagli sul tema della mobilità: il Ticino è storicamente legato alle Ferrovie federali. Siamo orgogliosi di avere le FFS nel nostro cantone, ma allo stesso tempo chiediamo loro di avere rispetto e di investire nella nostra regione”.

