
Il Consiglio di Stato ha pubblicato in questi giorni il suo rapporto sulla mozione presentata nel marzo scorso dai deputati PLR Nicola Pini e Natalia Ferrara “Meno traffico e costi, più sviluppo, qualità di vita e migliore conciliabilità tra lavoro e famiglia grazie al telelavoro”.
Pini e Micocci, ricordiamo, chiedevano di esaminare la possibilità di autorizzare uno o due giorni a settimana di telelavoro (quindi di lavoro da casa) per talune funzioni specifiche all'interno dell'Amministrazione pubblica.
E il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere nel principio i contenuti della mozione, impegnandosi a istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale, coordinato dalla Sezione delle risorse umane, che si occupi di attuare una valutazione approfondita dei vari ambiti tecnici toccati dall'implementazione del telelavoro. In questo gruppo di lavoro verrà pure coinvolta, per il tramite della Divisione della giustizia, la Magistratura ticinese.
Sulla base dell’esperienza effettuata sarà poi possibile valutare l’effettiva realizzabilità del concetto e l’estensione ad altri settori, le modalità operative, l’adeguamento delle basi legali e gli strumenti necessari all’eventuale implementazione del telelavoro.
"La diminuzione degli spostamenti aumenterebbe la conciliabilità con i bisogni famigliari" sottolinea il Governo. "Ciò nonostante, la flessibilizzazione del lavoro non apporta soltanto fattori positivi ma anche qualche insidia; per esempio, essa comporta un allentamento dei confini tra vita professionale, tempo libero e famiglia.
Il Consiglio di Stato cita l'esempio di Yahoo, realtà mondiale fornitrice di servizi internet e precursore del telelavoro, che nel 2013 ha deciso di abolire tale modalità di lavoro a causa di una rilevabile perdita di creatività dei collaboratori.
Bisogna però considerare che oggi in Svizzera già 14 cantoni su 26 regolamentano la possibilità del telelavoro. È quindi giusto che anche il Ticino si attivi per valutare di seguirne l'esempio. "Cosciente dell’evoluzione in atto e della diffusione del telelavoro testimoniata anche dalle esperienze della Confederazione e degli altri Cantoni, il Consiglio di Stato ritiene che questo tema meriti un serio approfondimento" si legge in conclusione del rapporto.
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