Cerca e trova immobili
Ticino
"Il Governo vuole farsi beffe del voto popolare?"
"Il Governo vuole farsi beffe del voto popolare?"
"Il Governo vuole farsi beffe del voto popolare?"
Redazione
10 anni fa
Raoul Ghisletta e altri tre deputati interrogano il Consiglio di Stato: "Non si può tagliare nel sociale"

Il giorno dopo la bocciatura popolare dei tagli nel settore dell’aiuto domiciliare i deputati socialisti Raoul GhislettaCarlo Lepori, Henrik Bang e Gina La Mantia hanno presentato un'interrogazione parlamentare nella quale denunciano l'intenzione del Consiglio di Stato di "non voler prendere atto della decisione della maggioranza del popolo ticinese di respingere il taglio di 2,5 milioni di franchi annui nel settore dell’aiuto domiciliare".

"Questo - lamentano gli interroganti - traspare dal comunicato stampa in cui annuncia di voler raggiungere lo stesso risparmio di 2,5 milioni di franchi tramite vaghe Misure organizzative". Per Ghisletta e cofirmatari il comunicato del Governo "costituisce un vero e proprio schiaffo al voto del popolo".

"Il Governo in tal modo lascia ad intendere che si possano prendere misure indolori e facilmente attuabili per 2,5 milioni di franchi, cosa che non è certamente il caso. Sindacati, associazioni sociosanitarie e partiti progressisti non avrebbero certo lanciato questo referendum, se questo fosse vero! I referendisti, usciti vittoriosi dalle urne, hanno ribadito che occorre mettere termine allo stillicidio di tagli e peggioramenti nel settore sociosanitario", scrivono i deputati socialisti.

"Evidentemente nella votazione di domenica il popolo ticinese si è espresso non solamente contro il contributo per le prestazioni a carico dell’utente, come indica in modo facilone il Governo, ma anche contro il taglio di 2,5 milioni di franchi annui, pudicamente chiamato, nella modifica bocciata della legge assistenza e cura a domicilio, “contenimento della spesa sulle spese di produzione delle prestazioni erogate agli utenti”. Contenere le spese di produzione per 2,5 milioni annui significa ovviamente peggiorare la qualità del servizio e le condizioni di lavoro del personale sociosanitario: non esistono magiche ricette organizzative. Un taglio di 2,5 milioni di franchi non può che colpire gli utenti ed il personale sociosanitario, che sono già stati e sono tuttora spremuti come limoni".

Fatte queste considerazioni, i quattro deputati chiedono al Consiglio di Stato se "ha intenzione di farsi beffe del risultato del voto popolare, proseguendo sulla via indicata nel comunicato stampa" oppure se "intende rinunciare al taglio di 2,5 milioni di franchi annui nel settore dell’assistenza e cura a domicilio rispettando la decisione popolare".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata