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Ticino
Il Governo: 'Tremonti ha intenti intimidatori'
Redazione
17 anni fa
Il Consiglio di Stato chiede a Berna di reagire allo scudo fiscale e chiede un incontro a breve termine con il Consiglio federale

Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha inviato ieri una lettera al Consigliere Federale Hans-Rudolf Merz, nella quale esprime grande preoccupazione per le conseguenze che lo scudo fiscale recentemente approvato dal Parlamento italiano potrà avere sulla piazza finanziaria svizzera e in particolare su quella ticinese e chiede energiche contromisure da parte del Governo svizzero. E oggi lo steso Consiglio di Stato rende noti i particolari della missiva. 

Nella lettera, il Consiglio di Stato mette in evidenza che “per motivi legati all’attuale situazione economica, ma anche a causa dell’attacco sistematico che è stato orchestrato dai media italiani contro il segreto fiscale svizzero, l’effetto di questo terzo scudo fiscale avrà conseguenze molto più consistenti sull’intero settore finanziario rispetto agli analoghi provvedimenti degli scorsi anni, con il concreto rischio che numerosi posti di lavoro siano messi a repentaglio. Alla luce di questa situazione ritiene quindi necessario un intervento chiaro, deciso e autorevole da parte dell’Autorità federale nei confronti della controparte italiana, in modo da ristabilire al più presto una situazione conforme al diritto.”

Il provvedimento del ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti, sul quale si è addirittura “pubblicamente espresso, con chiari intenti intimidatori, argomentando che la Svizzera non può essere qualificata come Paese cooperativo in materia di scambio di informazioni” costituisce, secondo il Consiglio di Stato, una chiara “violazione al principio della libera circolazione dei capitali”.

Il Consiglio di Stato chiede quindi che “sia esaminata la compatibilità delle misure previste dallo scudo fiscale italiano, in particolare per quanto attiene all'obbligo del rimpatrio dei capitali depositati in Svizzera, con le disposizioni del diritto internazionale relative alla libera circolazione dei capitali e chiede, se del caso, che il Consiglio federale intervenga energicamente in difesa di detto principio presso gli organismi preposti alla loro applicazione.”

La Svizzera, si sa, ha dato un seguito concreto alla dichiarazione del Consiglio federale del 13 marzo 2009 relativa alla decisione di riprendere lo standard OCSE nell’assistenza amministrativa in materia fiscale e sarà di conseguenza stralciata dalla cosiddetta “lista grigia”. Malgrado questi segnali positivi e l’inizio dei negoziati per il rinnovo della Convenzione di doppia imposizione, le autorità italiane hanno finora mantenuto le misure unilaterali e discriminatorie nei confronti della piazza economica svizzera e ticinese in particolare.

Il Consiglio di Stato reputa quindi necessario che il Consiglio federale si impegni affinché nell'ambito dei negoziati in corso questo aspetto trovi una soluzione chiara e definitiva e la Svizzera sia formalmente esclusa da tutte le “black list” italiane e inclusa nella futura “white list” degli Stati collaborativi”.

Il Consiglio di Stato invita inoltre “il Consiglio Federale a valutare la possibilità di segnalare alle competenti autorità europee che la sospensione da parte dell’Italia dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette potrebbe rappresentare una chiara violazione della direttiva europea anti-riciclaggio.”

Il Governo ticinese è “perfettamente consapevole che l’Italia, dopo la Germania, è il secondo partner commerciale della Svizzera in ordine di importanza.” Ciononostante, è “altresì consapevole che la salvaguardia dei buoni rapporti con l’Italia non può andare solo a scapito della piazza finanziaria svizzera e ticinese in particolare. Per questi motivi chiede al Consiglio federale d’intervenire presso il Governo italiano così come è stato fatto in passato con la Germania.”

Il Consiglio di Stato sottolinea inoltre che “esistono dei margini di manovra che è ragionevolmente possibile utilizzare per affrontare i problemi menzionati”.

Il Consiglio di Stato ricorda che “le misure di amnistia decise dai governi di vari Paesi stanno avendo e avranno conseguenze ne

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