
“Sin dall’inizio gli indipendenti sono stati i grandi dimenticati della crisi del COVID-19 da parte del Consiglio Federale. Prima nessun aiuto, poi la promessa di un contributo concreto che però sembra tradursi spesso in briciole”, si legge in un’interpellanza del gruppo della Lega dei Ticinesi in Gran Consiglio. Riprendendo un comunicato dell’associazione Tisin, il gruppo ricorda le difficoltà del settore: “Da giorni riceviamo segnalazioni di lavoratori che, dopo aver fatto richiesta per l’indennità di perdita di guadagno, si vedono prospettare versamenti di poche centinaia di franchi. Parliamo di piccoli artigiani, baristi, operatori nel mondo della comunicazione. È una vergogna che in un Paese ricco come la Svizzera, si pensi di sostenere con queste cifre ridicole lavoratori di una categoria professionale che da sempre costituisce un pilastro della nostra economia! Il Consiglio Federale aveva promesso che non avrebbe abbandonato nessuno in questa crisi. Invece è riuscito a fare di peggio creando lavoratori di serie A - fortunatamente coperti da ampie garanzie sociali e di reddito - e lavoratori di serie B a cui non viene versata neppure una paghetta d’apprendista.
Così i deputati leghisti, con primo firmatario Boris Bignasca, chiedono che “il Governo cantonale si attivi per fare chiarezza sulla situazione e per chiedere aiuti sostanziali per gli indipendenti”. Sette poi le domande al Consiglio di Stato:
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