
"Le autorità cantonali (Consiglio di Stato e Polizia) hanno in qualche modo preso in considerazione e discusso l’annunciata presenza in Ticino di Roberto Vannacci?". E ancora: "Le autorità cantonali ritengono che le note e ripetute affermazioni pubbliche di Roberto Vannacci siano compatibili con le disposizioni legali vigenti e con il Codice penale svizzero?". Infine: "In caso affermativo, il Consiglio di Stato non ritiene tuttavia necessario valutare misure affinché Roberto Vannacci possa essere dichiarato persona non grata sul territorio cantonale?". Sono queste le tre domande contenute nell'interpellanza firmata Mps, con cui i deputati Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini chiedono lumi all'esecutivo cantonale sulla presenza "del già generale Roberto Vannacci, oggi parlamentare europeo eletto nelle liste della Lega", invitato a una "serata pubblica organizzata il prossimo 28 gennaio dalla sezione Udc di Mendrisio".
"Libertà di espressione sì, ma non deve violare il Codice penale"
Citando alcune affermazioni contenute nel libro "Il mondo al contrario", scritto dallo stesso Vannacci, l'Mps scrive che "in Ticino, l’annuncio della conferenza ha suscitato un ampio dibattito, incentrato in particolare sul tema della libertà di espressione. Alcuni sostengono che tale libertà non debba essere sottoposta ad alcuna limitazione, nemmeno quando vengono espressi punti di vista controversi o radicali". Una posizione che Sergi e Pronzini "condividono solo in parte: riteniamo infatti che la libertà di espressione sia un principio fondamentale e irrinunciabile, ma che essa non possa e non debba estendersi fino a violare le disposizioni del Codice penale". E qui citano alcuni passaggi dell'articolo 261bis (discriminazione e incitamento all'odio), in cui si legge che "chiunque incita pubblicamente all'odio e alla discriminazione è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.”

