
Matteo Pronzini a fine settembre aveva sottoposto al Consiglio di Stato una serie di quesiti riguardanti la valutazione analitica delle funzioni dei dipendenti dello Stato ai fini della loro classificazione, nell’eventualità dell’entrata in vigore della prospettata nuova scala salariale. Il Consiglio di Stato la scorsa settimana ha risposto al deputato MpS, che ha già chiarito di non essere però soddisfatto.
"Il Governo non ha risposto, oppure lo ha fatto in modo decisamente frammentario e talvolta fuorviante, ad alcune mie domande", scrive Pronzini, che ha quindi deciso di inoltrare una nuova interpellanza che ricalca quella del 28 settembre, chiedendo al Consiglio di Stato "di porre rimedio a questa deplorevole situazione, anche per fornire al Parlamento i necessari elementi di giudizio in vista delle imminenti deliberazioni sul disegno di nuova LStip."
Numerose le richieste formulate dall'interrogante, che accusa l'esecutivo cantonale di avere risposto in modo generico e del tutto insoddisfacente. Al Consiglio di Stato si richiede di precisare i contorni del "Capability Model", con i perché e i costi della scelta: "Da chi e per quali ragioni è stata decisa l’adozione di un modello salariale strutturato in 20 classi? Come si situa la remunerazione della classe 20 rispetto a quella dei magistrati dell’ordine giudiziario? È intenzione del Consiglio di Stato introdurre un’equivalenza tra il massimo della classe 20 e la remunerazione dei Giudici del Tribunale di appello, rispettivamente del Procuratore generale?"
Nella risposta governativa "vengono citati i Cantoni romandi, dove sarebbero stati applicati modelli di classificazione analoghi", ma Pronzini rileva "che in alcuni di essi la classe massima non è riservata unicamente al Cancelliere dello Stato, ma è stata riconosciuta anche a taluni altri funzionari ai vertici dell’Amministrazione cantonale. La Sezione delle risorse umane (SRU) e il Consiglio di Stato sono al corrente di ciò? Come spiegano questa differenza di approccio? Trattasi di una specificità della realtà ticinese?". Nell’ultima frase della risposta si afferma inoltre: “Questi criteri sono stati ripresi e adattati alla realtà ticinese dopo una fase pilota”. Una frase "misteriosa" che inquieta Pronzini: "Da chi, sull’arco di quale periodo, secondo quali modalità, con quale grado di trasparenza nei confronti dei dipendenti statali e con quali effetti concreti (giuridici/pratici) sulla valutazione di funzioni esistenti è stata gestita la fase pilota? Chi ha autorizzato la fase pilota e sulla scorta di quale base legale, ritenuto che il disegno di nuova LStip è tuttora al vaglio del Parlamento?"
L'esponente dell'MpS reitera pure la propria richiesta di poter disporre, in vista dell’imminente dibattito parlamentare, dell’integralità del modello di valutazione delle funzioni, poiché "non si può accettare che i deputati al Gran Consiglio siano prossimamente chiamati a pronunciarsi su un disegno di nuova LStip (che comporta una riclassificazione delle funzioni di tutti i dipendenti dello Stato) senza avere la facoltà di accedere al modello di classificazione utilizzato e senza disporre della benché minima informazione circa le modalità e i meccanismi di apprezzamento dei criteri di classificazione e la loro ponderazione."
Pronzini in conclusione "prende atto che il Consiglio di Stato non intende rispondere alle domande poste e si permette di chiedere per quale motivo".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

